Il ritorno di Sarah a Torino

Presentato dalla Cosulich sulla Pista 500 il nuovo corso della Pinacoteca Agnelli: ci saranno focus sulla collezione, mostre tematiche e commissioni site specific

Sarah Cosulich © Alessandro Cantarini
Monica Trigona |

Sarah Cosulich ritorna a Torino, dove aveva diretto 5 edizioni di Artissima, alla guida della Pinacoteca Agnelli (succede a Marcella Pralormo), con una programmazione che partirà il 27 maggio.

Nel nuovo corso curatoriale la storica collezione, conservata nello Scrigno concepito da Renzo Piano, assume un ruolo centrale, attorno a essa si sviluppa il programma «Beyond the collection» che coinvolge di volta in volta un’opera diversa, tra le 25 permanenti, mettendola in dialogo con altre provenienti da enti internazionali. La prima edizione, in collaborazione con la Fondazione Beyeler di Basilea, è dedicata a Pablo Picasso e Dora Maar.

Il terzo piano ospita su artisti contemporanei, di generazioni differenti, e letture trasversali delle pratiche creative. La prima è dell’elvetica Sylvie Fleury, nota per le accattivanti installazioni che ammiccano a oggetti del desiderio della cultura contemporanea.
La Pista 500, storica pista automobilistica sul tetto del Lingotto, ospiterà installazioni artistiche di natura diversa. Abbiamo chiesto a Sarah Cosulich se il programma della Pista 500 guarda in parte all’High Line newyorkese, parco d’arte costruito sulla vecchia linea ferroviaria sopraelevata di Manhattan.

«È un progetto che teniamo in considerazione, rappresenta per noi una fonte d’esperienza. Vogliamo lavorare sulla specificità di questo luogo perché è una pista ancora utilizzabile, rimane funzionale, però è anche attraversabile dal pubblico ed è un luogo che porta con sé tutta la tradizione della fabbrica.

Quest’architettura incredibile, l’idea che porta con sé di movimento e tutti i messaggi che un luogo del genere dà, uno spazio sopraelevato che guarda la città, illuminato dalle belle giornate, affacciato sulle montagne, è d’ispirazione per gli artisti che qua hanno lavorato e respirato quest’atmosfera e questa peculiarità nella produzione di opere site specific».

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