Il passato prossimo venturo

Franco Fanelli |  | Venezia

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico. Cominciamo dalle buone notizie: parrebbe che le gallerie d’arte contemporanea di rilevanza internazionale tornino a investire a Venezia. L’apertura di una sede bis (oltre a quella di Parigi) di Alberta Pane e l’approdo in Laguna della londinese Victoria Miro inducono all’ottimismo circa un possibile ritorno della città della Biennale agli antichi fasti. Significativamente, la potente gallerista londinese va a occupare gli spazi lasciati dalla storica Il Capricorno. L’effetto Biennale, prolungata nei tempi ma anche negli «effetti» sotto la cura Baratta, torna a essere trainante, come lo è l’attrazione magnetica (in termini di afflusso in città di artisti e collezionisti internazionali) esercitata dalle fondazioni private, da Pinault a Prada a Vuitton.


Torna al passato anche il Turner Prize, il riconoscimento che ha codificato quella
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