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Il nomadismo culturale: turismo del futuro?

Con il Covid-19 le guide di settore aprono a località «minori» e viaggi «di prossimità». Forse anche in prospettiva

Una veduta del Lago di Como, tra i 40 itinerari di «Italia on the road» pubblicato da Edt-Lonely Planet Italia

Per la sua terza edizione la guida «Italia on the road 2020» di Lonely Planet Italia, pubblicata a Torino da Edt grazie a un team internazionale di 13 autori, struttura una proposta di 40 itinerari che attraversano geograficamente e tematicamente otto regioni, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna. Pubblicato a fine lockdown e presentato grazie a un «live tour» che ha toccato varie località italiane, il volume nasce nel clima di incertezza creato dal Covid-19, con la conseguente difficoltà di viaggiare all’estero e la necessità di un «turismo di prossimità».

«Senza mirare ovviamente all’esaustività, la guida suggerisce spunti e percorsi che superano il concetto di villeggiatura alla scoperta degli innumerevoli “turismi” possibili nel nostro Paese, afferma Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia. Le nuove condizioni imposte dal Covid-19, in cui si fronteggiano esigenze apparentemente contraddittorie come la necessità di rimanere in un ambito geografico ristretto pur rispettando il distanziamento fisico, ha portato noi stessi editor a guardare il nostro Paese in modo completamente diverso.

Come prevedevamo, il turismo quest’estate ha nettamente prediletto le mille destinazioni di quell’Italia “minore” che trovano nella ricchezza naturale, culturale ed enogastronomica della dorsale appenninica uno dei suoi potenziali più interessanti
». Da valorizzare non tanto grazie a nuove infrastrutture di carattere fisico, come strade o alberghi, ma di tipo immateriale.

«La partita secondo me si gioca ormai intorno al nomadismo digitale, spiega Pittro. Soggiornare o addirittura vivere in un borgo, magari del Sud, può regalare una qualità della vita molto più alta a costi molto più sostenibili di una grande città a tutti coloro, ad esempio, che praticano lo smart working, magari anche provenienti dall’estero, rendendo estremamente fluida la categoria di “viaggiatore”. E non credo che, una volta superato il pericolo Coronavirus, il turismo tornerà quello di prima.

Certo, le persone hanno ancora voglia di visitare destinazioni lontane, come ci dimostrano i nostri follower sui social, ma non credo accetteranno più l’overtourism, la calca, i mezzi affollati. Per questo Italia on the road si propone come invito al viaggio che supera la stagionalità per estendersi a tutto l’arco dell’anno, con itinerari pensati per tipologie differenziate di viaggiatore: l’amante dell’arte, della natura, della gastronomia. La vera difficoltà è stata selezionare in 500 pagine un’offerta davvero strabordante come quella italiana».

Italia on the road. 40 itinerari alla scoperta del Paese, 448 pp., ill. col., Edt-Lonely Planet Italia, Torino 2020, € 25,00

Elena Franzoia, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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