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Flavia Foradini
Leggi i suoi articoliChe si tratti di complessi architettonici costruiti ex novo, di edifici storici o agglomerati industriali rinnovati o ancora di cluster misti, i centri di arte e cultura sono diventati veri e propri magneti in molte metropoli: accogliendo ampi ventagli di istituzioni, offrono spunti e stimoli a pubblici variegati, con contorno di locali gastronomici e negozi per una visita anche disgiunta dalla fruizione culturale o artistica.
In tempi privi di limitazioni al movimento, sono a tutti gli effetti importanti motori culturali, economici, turistici e di integrazione sociale, e incidono sull’identità delle città stesse che ospitano. In tempi di pandemia, i centri culturali stanno invece dimostrando che la varietà dell’offerta e la capacità di parlare sia a visitatori forestieri sia alle popolazione locali è una via obbligata per la sussistenza.
Nel volume Welt Kultur Areale. Orte des 21. Jahrhunderts (Complessi culturali nel mondo. Luoghi del XXI secolo), un gruppo di autori presenta intenti e caratteristiche di 15 centri sparsi nei continenti e mette a confronto approcci ed esiti. L’occasione per il volume illustrato è stato il ventennale del Museumsquartier di Vienna, presente nella selezione con i suoi oltre 4,5 milioni di fruitori all’anno.
E accanto alla Museumsinsel di Berlino o al Southbank Centre di Londra vi sono anche centri che si sono affacciati da poco sulla scena internazionale, come il Lac di Lugano, il GoDown Art Centre di Nairobi e l’Alserkal Avenue a Dubai. Per gli autori gli elementi chiave per un centro culturale di successo sono un’architettura accattivante, un accesso il più agevole possibile e un accorto mix di istituzioni, che devono dimostrare capacità sinergiche, coordinare il marketing e non solo proporre ma anche produrre cultura, saldando tradizione e innovazione.
Gli esiti possono andare in molte direzioni: dalla promozione del benessere psicofisico dei fruitori grazie a una rilassata urbanità, all’esposizione a stimoli innovativi e creativi, al lustro dell’immagine della città come luogo invitante e come brand, fino alla rivalutazione immobiliare della zona in cui si inseriscono e all’aumento del Pil locale.
Welt Kultur Areale. Orte des 21. Jahrhunderts,
di Adrian Ellis, Gail Lord, Irene Preißler, Matthias Sauerbruch & Louisa Hutton, Christian Strasser, Erwin Uhrmann e Vitus H. Weh, 240 pp., 216 ill., Verlag für moderne Kunst, Vienna 2021, € 32,40
Il Lac di Lugano
Flavia Foradini
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