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Il Mibact attende direttori

In settembre i nuovi vertici dei musei autonomi: su 130 candidati, soltanto 5 stranieri

Massimo Osanna, neodirettore generale dei Musei del Mibact, e il ministro Dario Franceschini

È un processo non ancora concluso, quello della nuova riforma organizzativa del Mibact, voluta dal ministro Dario Franceschini e iniziata con il Dpcm del 2 dicembre 2019. Alla struttura dirigenziale mancano ancora decine di direttori, «generali» e di «seconda fascia», e questo anche per le modifiche portate dalla riforma. Che prevede la creazione di tre nuove Direzioni generali: Turismo, tornato al Ministero dei Beni culturali, Digital Library e Soprintendenza Nazionale Archeologia Subacquea.

Ci sono anche 7 nuovi musei autonomi e 10 Soprintendenze. Alcune posizioni di rilievo verranno coperte a settembre con la nomina dei 13 direttori dei musei autonomi nuovi o senza titolare e affidati a incarichi pro tempore. Il concorso internazionale, indetto a gennaio del 2020 per queste nomine, si sta infatti concludendo con le prove orali: si devono svolgere a Roma, dal 31 agosto, «in presenza» o per via telematica, per concludersi il 10 settembre. Dopo l’esame dei curricula e delle caratteristiche di ogni candidato, che ha impegnato gli scorsi mesi, il 5 agosto sono stati selezionati 10 profili per ogni direzione di museo con autonomia speciale.

Tra i 130 prescelti, solo 5 gli stranieri, i nomi si ripetono anche tre volte perché molti si sono candidati a più di una direzione e hanno superato la prima selezione entrando nell’elenco dei dieci. Il Ministero ha reso noti i nomi in ordine alfabetico senza specificare il punteggio finora ottenuto. Oltre ai 13 direttori dei musei autonomi che verranno scelti con l’attuale concorso internazionale, si dovrà sceglierne un altro per una posizione di primo piano: il sito archeologico di Pompei.

Infatti la nomina di Massimo Osanna alla Direzione generale dei Musei, a Roma, lascerà scoperta proprio la Direzione di Pompei, un posto destinato al vincitore di un nuovo concorso. Ma oltre ai 13 direttori, restano ancora senza titolari i vertici di molti settori della struttura ministeriale, sia a Roma sia in periferia.

Mancano i direttori titolari di 4 Segretariati regionali (Abruzzo, Umbria, Puglia e Marche), 5 Direzioni regionali e musei (Abruzzo, Campania, Marche, Molise e nuova direzione musei statali di Roma), ben 13 Soprintendenze regionali Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (tra cui quelle di Umbria, Basilicata e delle città metropolitane di Bari, Genova e provincia di La Spezia e Reggio Calabria e provincia di Vibo Valentia), 6 Soprintendenze archivistiche e bibliografiche (Piemonte e Valle d’Aosta, Toscana, Puglia, Umbria, Basilicata e Calabria). Servono poi 10 direttori di Archivi di Stato e 2 di Biblioteche statali.

Molte di queste posizioni sono coperte per ora da incarichi ad interim. Le prime nuove nomine, a termine, sono previste «in deroga» dal Decreto agosto e potranno avvenire presto, forse a settembre, con assunzione diretta ma a termine. Per le altre ci vorrà tempo. Lo stesso Decreto agosto consente l’avvio di un futuro concorso per «dirigenti tecnici» al Mibact. È anche partito (Gazzatta Ufficiale del 30 giugno 2020) il «corso-concorso» per esami che prevede l’ammissione alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione per la formazione di 315 dirigenti dello Stato. Di questi, 20 andranno poi a coprire i posti vacanti del Mibact.

Edek Osser, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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