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Aste

Il mercato italiano riparte dal ’900

Le aste del mese di Christie's, Ambrosiana, Bolaffi, Arcadia, Sotheby's, Capitolium Art, Blindarte, Mediartrade, Bozner, Fondaco e Il Ponte

«Presagio» di Leoncillo, in asta da Christie's. © 2020 Christie's Images Ltd

[Articolo aggiornato il 13 novembre alle ore 11.00]. Novembre si preannuncia un mese ricco di appuntamenti per chi desidera fare acquisti di arte moderna e contemporanea grazie a un nutrito calendario di incanti. Ad aprire le danze sarà a Milano Christie’s, che il 4 e il 5 propone un selezionato gruppo di artisti italiani del XX secolo nella vendita «Thinking Italian Milan», che segue di pochi giorni il format londinese della «Thinking Italian Art and Design Evening Sale».
Fra i lotti di punta un «Paesaggio anemico I» (1964) di Mario Schifano (600-800mila euro), monumentale composizione di oltre due metri di altezza, composta da due tele, parte di una delle più importanti serie realizzate da Schifano negli anni Sessanta. Spiccano poi un ricamo di Alighiero Boetti, raro per la datazione risalente al 1978 (350-500mila), un drammatico «Presagio», terracotta di Leoncillo che chiude il ciclo delle sculture con gocce rosse del 1958-59 (350-500mila) e la «Croce di san Martino», potente dittico di Salvatore Scarpitta che coniuga la materialità delle bende a una forte allusione spirituale (500-700mila).

Sono circa 200 le opere provenienti da collezioni private italiane incluse nel catalogo della vendita di Ambrosiana, in programma il 10 novembre sempre a Milano (solo online, in diretta streaming). Fra i nomi internazionali si segnalano Arman con «Untitled», un’accumulazione di tubetti di colore del 1998 proposta con una base di 12mila euro, e Donald Baechler, con «Yellow rose», una tecnica mista del 2009 in cui il fiore, uno dei suoi soggetti prediletti, è collocato su un collage di carta di giornale (base 15mila).

Due le date previste a Torino da Bolaffi, dove il 10 novembre sono proposti due distinti cataloghi di Arte moderna e fotografia e di Arte moderna e contemporanea in modalità internet Live. La prima sessione di vendita comprende anche disegni e multipli fra cui una rara serigrafia di Roy Lichtenstein, «Brushstrokes» (1967) stimata 8-12mila euro.

Sempre Bolaffi organizza un secondo appuntamento con l’Arte moderna e contemporanea, originariamente fissato per il 19 novembre, ma ora spostato al 14 dicembre, che comprende una tecnica mista su tela di Carla Accardi, «A settori» del 1962, espressione delle sue riflessioni sul rapporto fra segno e colore degli anni Sessanta (80-100mila) e un «Senza titolo» di Jannis Kounellis del 1961 (70-80mila), un olio su carta in cui campeggiano una grande lettera e segni direzionali, scampoli di un alfabeto visivo urbano che si proietta nel linguaggio pittorico.

Un nucleo di opere provenienti dalla collezione degli eredi di Giovanni Carandente compone una parte significativa dell’asta che la romana Arcadia prevedeva di battere il 18 novembre (ma che ha spostato ora al 15 dicembre), fra cui la rara serigrafia di Andy Warhol «Pepper Pot Soup» (1968), della serie «Campbell’s soup I» (12-24mila). C’è attesa anche per una tecnica mista su carta del 1981 di Alighiero Boetti, «Ordine e disordine», che riprende un tema caro all’artista attraverso una mappa di simboli, immagini e lettere (20-40mila).

Schifano torna protagonista anche da Sotheby’s Milano, che conferma per la sua seconda vendita dell’anno di arte contemporanea la modalità online, dal 20 al 26 novembre. Dell’artista romano è proposta «Ossigeno, ossigeno» del 1965 (260-350mila), una delle prime opere della serie omonima già nella collezione di Luisa Spagnoli, esposta nella storica mostra della Pilotta a Parma nel 1974. Dopo il record mondiale registrato nella vendita online Contemporary Art | Milan del 4-16 giugno (492.500), Gino De Dominicis è di nuovo protagonista con «Senza titolo (Il totem)» del 1994, stimato intorno ai 150mila euro. L’asta include poi l’olio su tela di Afro «Viale delle Acacie» (1958), in cui l’astrazione cromatica accentua la sua portata emozionale (150-200mila). Fra i classici del Novecento non mancano Giorgio Morandi, con una «Natura morta» del 1946 esposta a Stoccolma e Göteborg nel 1948 (600-800mila), e Fausto Melotti, con una raccolta privata di 29 ceramiche degli anni ’50 e ’60 fra cui «Vaso-luna» del 1950 ca (35-45mila).

Uno dei soggetti più celebri della pittura metafisica di Giorgio de Chirico, replicato in svariate declinazioni a partire dal 1917, «Le muse inquietanti», è invece al centro dell’asta che Wannenes allestisce a Milano il 24 novembre. Si tratta di un olio su tela della prima metà degli anni Sessanta, stimato 350-450mila euro. Nello stesso catalogo è presente anche un Picasso dal segno riconoscibile, una tecnica mista su carta del 1972, «Senza titolo» (90-110mila).

Il 17 dicembre (era prevista il 24 novembre) a Brescia, da Capitolium Art, è di scena la scultura internazionale con il bronzo di Henry Moore «Donna in piedi: gonna a conchiglia» del 1975, esemplare 3 di una serie di 9, autenticato dalla fondazione dell’artista (40-50mila). In vendita anche «Marilyn e le sue dame» (50-60mila), uno dei famosi décollage di un maestro della Pop art italiana, Mimmo Rotella, che in questo caso realizza il suo strappo d’autore partendo da una locandina della celebre commedia americana diretta da Billy Wilder «A qualcuno piace caldo».

Lo scarabeo ha invece un ruolo chiave in due opere di importanza museale realizzate da Jan Fabre e proposte nell’asta che Blindarte terrà a Milano il 10 dicembre (era prevista il 25 novembre). La prima opera, «Engel:Revelations» è una scultura del 2000 di forte impatto scenico, ottenuta dall’applicazione di migliaia di scarabei dai colori cangianti su un abito da donna in fil di ferro (100-150mila). Il secondo lavoro di Fabre, «The Loyalty Pisses in Death Mouth» (100-140mila), del 2016, è una sorta di suggestivo bassorilievo-mosaico in cui le ali degli scarabei gioiello verdi danno forma a un grande teschio e due cani: una riflessione sui simboli della vanitas e della fedeltà. Nella stessa asta anche un’importante installazione di Giulio Paolini, «Scene di Conversazione», realizzata nel 1982-83 per Documenta 7 (200-300mila) e fra i lavori futuristi una tavola di Giulio D’Anna, «Finestra sullo stretto» (1929-30), che ritrae Messina (30-40mila).

Il 9 e 10 dicembre (era prevista per il 26 e 27 novembre) è la volta di Mediartrade, che a Milano propone un catalogo rappresentativo dei principali movimenti e correnti del XX secolo. Si segnalano in particolare «Cerchi virtuali 1-2-3-4» (1967) di Getulio Alviani (50-70mila), un lavoro costituito da semicerchi in rame cromato posizionati in successioni logiche. Si fa notare poi «Summit I» (1971) di Piero Dorazio, un olio su tela che attraverso schegge di colori giustapposti esplora le possibilità di scomposizione e ricomposizione astratta della tela (100-120mila).

«Dopo l’epilogo» (1984), un bronzo dai toni lirici di Fausto Melotti ritenuto pezzo unico dall’archivio dell’artista (50-80mila), è invece fra le proposte all’incanto da Bozner, la cui vendita di arte moderna e contemporanea è prevista nel Castello Mareccio di Bolzano il 27 e 28 novembre, ma solo in modalità online. Si fanno notare anche opere di esponenti del Secondo Futurismo come Gerardo Dottori, di cui è offerto «Lago», olio su tavola del 1935 dal suggestivo dinamismo cromatico (20-30mila).

È databile al 1902 ca un dipinto che costituisce una piccola rarità proposta invece da Fondaco il 30 novembre a Milano: si tratta dell’autoritratto di Giacomo Balla (60-70mila) reso con pennellate svelte e grumose che lo avvicinano a un altro autoritratto del medesimo anno, oggi conservato presso la Banca d’Italia di Roma. L’asta include poi un olio su tela di Pierre Alechinsky del 1961, «La gorge sèche» (20-25mila), contraddistinto da linee sinuose che disegnano figure non figure dagli esiti informali, e una potente composizione di Emilio Vedova «Emerging» del 1986, tecnica mista su carta applicata su tela (25-30mila).

Un catalogo che attraversa tutto il ’900 spaziando dal Futurismo all’Astrattismo, dall’Informale internazionale al Gruppo Zero e all’Arte concreta caratterizza infine l’incanto che verrà battuto da Il Ponte a Milano a metà dicembre (era prevista l’1 e il 2 dicembre). Fra i protagonisti internazionali si segnalano Karel Appel con «Angoisse», importante tela del 1960 (130-160mila), e Cy Twombly con «Senza titolo» dello stesso anno, eseguita con matita e pastelli a cera su carta (60-80mila). Presente anche Alighiero Boetti con un lavoro della serie degli «aerei» del 1983 (80-120mila), realizzati a biro, in cui l’autore affida a soggetti terzi la parte esecutiva dell’opera con effetti imprevedibili che rendono unica la composizione.

L'articolo viene aggiornato periodicamente. Consigliamo di contattare direttamente le case d'aste per la conferma delle date

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

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  • Donald Baechler, «Yellow rose», in asta da Ambrosiana

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