Il ladro del sole

Da Pandolfini un viaggio in cinque secoli di pittura: dal Rinascimento di Filippino Lippi al Romanticismo di Hayez al ’900 di Ghiglia

Laura Lombardi |  | Firenze

Il 2 febbraio, nella sede fiorentina di Palazzo Ramirez-Montalvo, Pandolfini presenta l'asta di «Dipinti antichi e Dipinti del XIX secolo» che riunisce una sessantina di opere. Inizialmente prevista il 17 novembre, la vendita propone un percorso attraverso cinque secoli di storia della pittura che prende avvio dalla rinascimentale «Madonna con bambino e un donatore», su tavola, della bottega di Filippino Lippi, stimata 80-120mila euro. Restando a Firenze, spicca la tavola di Santi di Tito raffigurante un «Gentiluomo di casa Passerini col figlio bambino» (30-50mila) e per il Seicento il «Sacrificio di Isacco» di Felice Ficherelli, un olio su tela di grandi dimensioni stimato 70-90mila euro, capolavoro già ben noto agli studi ma proveniente da una collezione privata di Firenze, nonché la «Conversione della Maddalena» di Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, proposto a 25-35mila euro. Spostandoci in area veneta troviamo la «Scena campestre» firmata da Leandro Bassano (60-80mila) e la tela di Giovan Battista Pittoni con l’«Ingresso di Alessandro in Babilonia» stimata 50-70mila euro.

Tra le nature morte si segnala la sontuosa «Composizione di frutta e fiori all’aperto» di David de Conink, fiammingo attivo a Roma alla metà del Seicento (30-50mila). Venendo ai dipinti e sculture del XIX secolo, spicca la tela di uno dei protagonisti del Romanticismo italiano, Francesco Hayez con l’«Odalisca» (12-15mila) un soggetto trattato altre volte dal maestro come nella tela all’Accademia di Brera («Odalisca nel sonno»), ma che richiama, nella posa, suoi dipinti con eroine bibliche quali Ruth o Rebecca. Scendendo in Toscana troviamo il bel «Ritratto di Girolamo Bonaparte», l’ultimo fratello di Napoleone esule a Firenze nel 1840, di Pietro Benvenuti (6-9mila), mentre la luce sfolgorante della Sicilia domina la notevole «Veduta di Palermo» di Francesco Lojacono, soprannominato «ladro del sole», valutata 25-35mila euro e accompagnata in catalogo da un piccolo nucleo di opere di pittori siciliani.

Per la scultura, si distingue l’«Amore acceca» di Donato Barcaglia, marmo trattato con grande delicatezza e sensibilità che venne esposto all’Esposizione Nazionale di Torino nel 1884 poi ancora nel 1906 a Milano, proposto a 45-55mila euro. Infine il Novecento con due notevoli nature morte di Oscar Ghiglia tra cui le «Magnolie», dalle foglie scintillanti sul drappo rosso, con l’incastro di volumi e cromie che caratterizza la produzione dell’artista dopo il 1909, e due oli di Armando Spadini: «Bambina col cane» del 1913 e «Biancheria al sole», dipinto a Roma, dove il pittore si era trasferito da Firenze nel 1910, subendo il fascino dell’atmosfera della capitale e della pittura del Rinascimento e di Caravaggio. Il dipinto figura nella monografia su Spadini di Emilio Cecchi e Adolfo Venturi del 1927 ed è pubblicata anche nella rivista «Emporium» da Raffaello Giolli in occasione della mostra alla Galleria Bardi di Milano nel 1928.

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