Il Cavaliere di Jacopo

In un fiabesco castello ottocentesco è stato identificato un ritratto equestre realizzato da Jacopo della Quercia

La Rocchetta Mattei. Foto di Gabriele Zanarini
Valeria Tassinari |  | Grizzana Morandi (Bo)

Profilo greco e testa incoronata d’alloro, sguardo volitivo, armatura e spada brandita a cavallo di un destriero scalpitante: del ritratto equestre di Niccolò Ludovisi, insigne capitano bolognese morto nel 1406, adesso finalmente sappiamo che non è mai andato perduto. Anzi, nonostante la dispersione della tomba di famiglia, già 150 anni fa il raffinato tondo a rilievo si trovava «al sicuro», in bella mostra proprio dove ora è stato riconosciuto, murato in quello strano castello noto come Rocchetta Mattei, senza dubbio uno dei luoghi più fiabeschi dell’Appennino bolognese.

L’edificio deve il suo nome al conte Cesare Mattei (Bologna, 1809-86), letterato e pioniere autodidatta dell’elettromeopatia, una terapia sperimentale che gli diede grande notorietà. Dopo averlo fatto edificare a partire dal 1850 sulle rovine di un’antica fortificazione matildica del XIII secolo, l’eccentrico nobiluomo
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