Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«La portinaia (Concierge)» (1883-84) di Medardo Rosso

Image

«La portinaia (Concierge)» (1883-84) di Medardo Rosso

Il capolavoro di Medardo Rosso che fu di Gustavo Sforni

Una giornata di studio, il 9 giugno, dedicata all’opera già appartenuta al grande collezionista, ora nella collezione della Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona – il Divisionismo

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

«La portinaia (Concierge)», 1883-84, è uno dei capolavori più noti di Medardo Rosso (1858-1928), lo scultore italiano vissuto lungamente in Francia che rivoluzionò gli statuti della scultura con le sue opere sfaldate nell’atmosfera, in cui «fissava» nella materia immagini fuggevoli, non meno che con la scelta di soggetti, come questo, «altri» rispetto a quelli della scultura celebrativa allora dominante. Se poi si tratta, fra i diversi esemplari, di quello appartenuto a Gustavo Sforni (1888-1939), artista, mecenate e collezionista d’arte d’avanguardia fra i massimi del primo ‘900, personaggio dal gusto finissimo e dalle scelte infallibili, allora il valore storico e artistico dell’opera si moltiplica.

Per celebrarne l’arrivo di «La portinaia» nella Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona – il Divisionismo, la Fondazione stessa, che l’ha acquisita di recente, promuove il 9 giugno una giornata di studio curata da Sharon Hecker, studiosa da oltre trent’anni dello scultore e autrice della monografia Un monumento al momento. Medardo Rosso e le origini della scultura contemporanea (Johan&Levi, 2017). Vi prendono parte Giovanna Ginex, Margherita d’Ayala Valva e Marta Sironi, studiose dell’arte dell’800 e ‘900; Laura Schettini, docente di Storia delle Donne dell’Università di Padova; Derek Pullen, già direttore Conservazione scultura alla Tate Modern di Londra, e Carlos Bayod Lucini, project director di Factum Foundation, specializzata nelle scansioni 3D delle opere d’arte.

La Pinacoteca, che con le sue oltre cento opere si apre in un palazzo visconteo nel cuore di Tortona, è frutto della politica culturale della Fondazione di origine bancaria tortonese: dedicata al Divisionismo, in onore di un maestro come Giuseppe Pellizza da Volpedo vissuto a pochi chilometri da qui (di cui possiede una ricca collezione), e di Angelo Barabino, lui tortonese, riunisce veri capolavori di figure come Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Plinio Nomellini, Attilio Pusterla, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Giovanni Sottocornola, cui si aggiungono opere di Balla, Boccioni, Chini, Fornara, Maggi, Russolo e di altri artisti, tutti protagonisti di quella stagione tanto innovativa dell’arte italiana tra ‘800 e ‘900, da cui sarebbe scaturito il futurismo.

«La portinaia (Concierge)» (1883-84) di Medardo Rosso

Ada Masoero, 07 giugno 2023 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Presentato nelle Gallerie d’Italia di Milano il Salone internazionale dei Beni Culturali e Ambientali che si prospetta fortemente internazionale nonostante la situazione geopolitica

La nuova stagione espositiva si apre con due mostre incentrate su temi cari all’istituzione di Bellinzona: l’ambiente domestico e quello naturale

Tra glitch tecnologici, sabbie dell’Etna e cristalli iridescenti, la mostra a Lugano trasforma l’effimero in poesia visiva, sospesa tra realtà e illusione

La programmazione primaverile della fondazione milanese inizia con Dozie Kanu, Marc Camille Chaimowicz e Giovanni Stefano Ghidini, e prosegue con i finalisti dell’ottavo Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura

Il capolavoro di Medardo Rosso che fu di Gustavo Sforni | Ada Masoero

Il capolavoro di Medardo Rosso che fu di Gustavo Sforni | Ada Masoero