I sogni come ossessione di Shirin Neshat

A The Broad la più completa retrospettiva sull'artista iraniana

Particolare di uno still di «Land of Dreams», un video di Shirin Neshat del 2019. © Shirin Neshat/Cortesia dell'artista e della Gladstone Gallery, New York e Bruxelles
Viviana Bucarelli |  | Los Angeles

Alla ricerca delle proprie origini, identità e cultura, Shirin Neshat (1957) ha realizzato negli anni ’90 «Women of Allah», una serie di ritratti fotografici di donne con il velo sovrapposti a calligrafie, che hanno dominato le copertine delle riviste d’arte e le hanno dato fama internazionale.

Per tutto il corso della sua carriera, spesa tra gli Stati Uniti e l’Iran, questi temi, assieme a quello dell’esilio, del passato in contrasto col presente del suo Paese d’origine, l’Iran, e dell’identità femminile hanno caratterizzato la sua produzione, ora oggetto della mostra «Shirin Neshat: I Will Greet the Sun Again», dal titolo di un testo della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad, al The Broad di Los Angeles.

Dal 19 ottobre al 16 febbraio il museo presenta l’esposizione più completa mai dedicata ai trent’anni di carriera dell’artista: quasi 250 opere tra fotografie e
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