Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Come in molte antiche culture, anche in Giappone l’uso della maschera si radica nei secoli più lontani. Ma è grazie alla fortuna del teatro No (fiorito a partire dall’ultimo quarto del XIV secolo) che la produzione di maschere raggiunge alti livelli qualitativi. Dal 14 ottobre al 21 novembre Renzo Freschi presenta, per la prima volta a Milano, 30 maschere teatrali giapponesi, la più antica e rara delle quali, raffigurante un volto grottesco di dèmone, è databile al periodo Muromachi, ante 1369.
La maggioranza delle opere esposte nella mostra «Le maschere dell’anima», tutte realizzate tra il XV-XVI secolo e l’inizio del XIX, appartiene al No, vera fucina di produzione di questi manufatti. La maschera è del resto il cardine del No e quando l’attore la indossa non rappresenta ma «incarna» letteralmente lo spirito del personaggio: un risultato che raggiunge grazie anche all’abilità dell’artista che l’ha realizzata (tutti artefici specializzati, che si tramandano il sapere di padre in figlio), poiché le maschere qualitativamente più alte riescono a manifestare sentimenti diversi, a seconda dell’incidenza della luce.
Altri articoli dell'autore
Homo Faber 2026: l’intelligenza delle mani nel restauro dal vivo di due capolavori del Poldi Pezzoli
A settembre, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, sarà possibile assistere dal vivo agli interventi su un dipinto di Giovanni Paolo Panini e su uno stipo, che offrirà l’occasione di conoscere da vicino le diverse metodologie e i saperi disparati indispensabili per affrontare un manufatto così composito in cui convivono avorio, ebano, lapislazzuli e bronzo
Dopo la morte di re Umberto I, i Savoia decisero di spogliare la Villa, i cui complementi di arredo furono dispersi in diversi luoghi, anche fuori dal Paese. Ora, grazie all’impegno del direttore generale Bartolomeo Corsini, sono rientrati in Italia sedie, poltroncine, dormeuse e un tavolo «in stile Luigi XVI» in legno intagliato e dorato, con il piano in marmo nero
All’interno del Fai dal 1985, è stato riconfermato al vertice e per il nuovo mandato ha in serbo importanti progetti di restauro e valorizzazione oltre alla nascita di una Fai Academy per la formazione del personale
Nel bicentenario del ritrovamento, tre mostre fotografiche celebrano il magnifico bronzo d’età romana. Alla Cavallerizza anche la Pietà Rondanini di Michelangelo secondo Mario Cresci


