I nuovi espositori elogiano la fiera di Miami

La maggior parte dei galleristi, soprattutto statunitensi, sostengono che la fiera Art Basel a Miami Beach è una destinazione imperdibile

Norberto Roldan «100 Altars for Roberto Chabet / NO. 22» (2014-23), nello stand di Silverlens. Cortesia di Silverlens, Manila/New York
Tim Schneider |  | Miami

Art Basel a Miami Beach rimane il fiore all’occhiello della Miami Art Week. Ma i vantaggi di esporre qui superano il costo dell’anno più difficile, a memoria d’uomo, del mercato dell’arte? Nessun gruppo di espositori ha una posta in gioco più alta di quelli che espongono per la prima volta. L’edizione 2023 della fiera vede il debutto di 25 dealers: quasi il 10% delle 277 gallerie presenti in fiera. In tutte le sezioni, i debuttanti di Art Basel in Miami Beach intervistati da «The Art Newspaper» concordano sul fatto che il denaro, il «sangue» e il sudore necessari per arrivare qui stanno dando i loro frutti. Jeffrey Lee, socio della Ryan Lee Gallery di New York, ha riscontrato un’affluenza «molto più internazionale» rispetto ad altre fiere, sottolineata dall’interesse iniziale di collezionisti coreani ed europei.

«È così importante fare questa fiera, afferma Lee, perché ha già dimostrato che “nonostante tutte le notizie [negative] sul mercato, è ancora un grande momento per la grande arte». Ryan Lee, che di solito partecipa a quattro-sei fiere all’anno, nel suo viaggio inaugurale fa un doppio lavoro: nella sezione Survey espone dipinti e disegni che la defunta artista newyorkese Vivian Browne ha realizzato tra il 1971 e il 1974, mentre nella sezione Meridians espone un’installazione scultorea di Masako Miki. Nel primo pomeriggio di mercoledì, la galleria aveva venduto un dipinto (con un prezzo compreso tra 100mila e 265mila dollari) e due disegni (19mila dollari ciascuno) di Browne, oltre a registrare un «serio interesse» per l’installazione di Miki. Un’altra attrattiva è la propensione della fiera a presentare pratiche eccitanti e innovative, ma non necessariamente semplici. «Stiamo esponendo opere impegnative. Non si tratta di “semplici” dipinti », afferma Sara Maria Salamone, cofondatrice e direttrice della galleria Mrs. di New York.

Mrs., che normalmente partecipa a quattro o cinque fiere all’anno, ha ottenuto un posto nella sezione Positions di Art Basel a Miami Beach al suo secondo tentativo, e solo dopo essere stata messa in lista d’attesa. L’esposizione è dedicata a Nickola Pottinger, artista nata in Giamaica e cresciuta a Brooklyn, il cui lavoro combina mobili trovati, ricordi e pasta di carta riciclata da documenti di famiglia, poi modellati con calchi del proprio corpo per formare «duppies»: spiriti protettori della tradizione caraibica. «Questa sezione era la più idonea per noi», dice Salamone a proposito di Positions. «Siamo una galleria più recente, non abbiamo un budget da blue chip e abbiamo pensato che Nickola meritasse una presentazione mirata». La galleria ha piazzato «Duppy Batty» (2023) per 16mila dollari a mezzogiorno di giovedì, con un significativo interesse curatoriale per altri pezzi.

Le sculture presenti nello stand vanno dai 12mila ai 24mila dollari. Altri espositori esordienti concordano sul fatto che Art Basel a Miami Beach rimane una destinazione imperdibile per le istituzioni statunitensi. «I curatori di tutta l’America fanno di questa fiera una priorità», afferma Katey Acquaro, direttrice della Silverlens Galleries, con sede a Manila e New York. Il suo stand, nella sezione Nova per le opere create negli ultimi tre anni, è alla prima presentazione personale negli Stati Uniti dell’artista filippino settantenne Norberto Roldan. La presentazione di Roldan consiste in striscioni e assemblaggi a parete che mescolano iconografia religiosa e rivoluzionaria per esplorare le tensioni tra hard e soft power. Ogni pezzo è offerto a 25mila dollari, un prezzo ancora accessibile ai collezionisti con sede nelle Filippine.

«Speriamo che sia un portale a doppio senso», dice Acquaro a proposito del potenziale culturale e commerciale della fiera. Aggiunge che la fiera è un’occasione eccezionale sia per Silverlens che per Roldan, dato che le Filippine si trovano al crocevia tra l’America Latina e l’Asia: «Ci siamo sentiti accolti in modo eccezionale per la prima volta qui, cosa che di solito non accade in altre fiere». È stata notata anche la reattività della direzione della fiera; diversi mercanti hanno elogiato il personale di Art Basel per la sua disponibilità a impegnarsi e a risolvere i problemi. Acquaro lo riassume al meglio: «È una fiera faticosa, ma ne vale la pena».

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