I duchampisti

Opere dei quattro finalisti del Prix Duchamp, vinto da Kapwani Kiwanga

Luana De Micco |  | PARIGI

Festeggia 20 anni il Prix Marcel Duchamp, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali nel settore dell’arte contemporanea, creato nel 2000 dall’Adiaf, l’associazione per la promozione dell’arte francese, per premiare i giovani talenti della scena artistica francese del XXI secolo. In questa occasione, dal 7 ottobre al 4 gennaio, il Centre Pompidou espone una selezione, curata da Sophie Duplaix, di opere dei quattro artisti finalisti dell’edizione 2020: Alice Anderson, Hicham Berrada, Enrique Ramírez e la vincitrice del premio (annunciata la sera del 19 ottobre), Kapwani Kiwanga.

Segue, dal 21 ottobre, una collettiva dei 20 artisti premiati dal 2000 ad oggi. Tra questi, Thomas Hirschhorn (primo vincitore del Prix Duchamp), Tatiana Trouvé (nel 2007), Kader Attia (nel 2016), Clément Cogitore (nel 2018) ed Eric Baudelaire (vincitore dell’edizione 2019).

Il progetto di Alice Anderson (Alfortville, 1972), «The Ritual of the Shapes», è il frutto di danze-performance, sua forma espressiva di predilezione, durante le quali l’artista dipinge o tesse. Berrada (Casablanca, 1986) crea un «Présage», di una serie iniziata nel 2017, un dispositivo video immersivo dove si mescolano scienza e poesia. Kiwanga (Hamilton, Canada, 1978) presenta «Flowers for Africa», importante ricerca d’archivio iniziata nel 2013 sulla presenza dei fiori durante gli eventi diplomatici in Africa. Ramírez (Santiago del Cile, 1979) presenta «Incertains», opera contemplativa sul ruolo dell’arte nel mondo.

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