Gli incontri di una vita mondana

Arabella Cifani |

Da qualche tempo Alvar González-Palacios ha cominciato ad affiancare ai suoi classici libri di studio sulle arti decorative un filone di testi dedicati alle meditazioni su vivi e morti da lui conosciuti, ai souvenir di una vita non comune: un filone consacrato alla malinconia e al ricordo, a quel complesso sentimento della «saudade» che solo chi vede tramontare le sue stelle sa che cosa sia.

In realtà, già in un libro bellissimo e di largo respiro come Le tre età (Longanesi, 1999) lo studioso aveva incominciato a fare i conti con la sua vita, dispiegando questo sentimento, accompagnato dallo straniamento di chi, ormai italiano da molto tempo, ha lasciato una parte del cuore in un altro luogo, in questo caso nella natia Cuba.

Il volume Persona e maschera: collezionisti, antiquari, storici dell’arte (Archinto, 2014, che aveva recuperato gran parte delle sue interviste per «Il Giornale dell’Arte»)
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