Gli amori, gli ardori e i furori

Franco Fanelli |

Nel centenario della morte dell’artista, a giugno esce il nuovo Catalogo generale delle opere di Umberto Boccioni, a cura di Maurizio Calvesi e Alberto Dambruoso (edizioni Umberto Allemandi), ma è già in libreria una biografia del più celebre tra i futuristi, opera di Gino Agnese. È il suo terzo libro a lui dedicato, ma lo studioso ha all’attivo anche la prima biografia di Marinetti

Boccioni e Marinetti alla galleria Bernheim-Jeune nel 1912Gino Agnese, quali sono state le sue prime scoperte relative a Boccioni?

Una è il suo rapporto con Napoli, la mia città, che amava più di tutte: tra l’altro, l’unico suo quadro futurista che ha nel titolo una localizzazione precisa è «Sotto la pergola a Napoli», del ’14. Ma la città partenopea, con la sua vivacità, la sua «irregolarità» attrasse anche gli altri futuristi. Nel corso delle mie ricerche ho anche capito quanto Kandinskij, benché non l’avesse mai incontrato, detestasse Boccioni: lo si evince da una lettera a
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