Giapponesi al muro

Gian Carlo Calza ha esteso le sue ricerche nipponiche alla grafica dei manifesti, «una via dell’arte di grande maestria»

Una grafica di Kigi
Stefano Salis |

«I manifesti sono una via dell’arte con cui la società giapponese si esprime da alcuni secoli con intensità e maestria più di ogni altra nel nostro mondo moderno e contemporaneo. Oltre che per la loro bellezza è anche per questo motivo storico e sociale che presi a occuparmene oltre quarant’anni fa»: così scrive Gian Carlo Calza nell’introduzione al suo poderoso libro che costituisce la più completa disamina di ciò che a Tokyo e dintorni si è prodotto, si sta producendo e, forse, si produrrà in questo ambito.

Il risultato è la ricca panoramica con la quale l’autore indaga lo stretto rapporto tra arte e grafica nel mondo giapponese. C’è un motivo in più per guardare al libro, e lo ribadisce ancora Calza in un’altra frase della sua introduzione: «Nel mondo del manifesto giapponese esiste una tipologia molto utilizzata dai grafici e che ho pensato di denominare manifesto d’artista. Si tratta di opere che non hanno scopo commerciale, ma che vengono realizzate dai designer per sé stessi. Le fanno per lanciare un nuovo stile, per annunciare una propria mostra in qualche galleria o museo, per un congresso o un evento di altro tipo a cui partecipino non per guadagnare, ma magari per amicizia o per ricerca personale».

Graphic design eccellente, con la precauzione di dire che forse non può convincere tutti: le estetiche sono diverse dalle nostre, la concezione di calligrafia pure. Restano capolavori come quelli di Yusaku Kamekura per Tokyo 1964 e resta il fatto che la lezione giapponese è quella di prendere tuttora seriamente il poster, mentre in tutto il mondo le grafiche cartacee retrocedono a immagini digitali animate.

Ricco di oltre 750 immagini di poster e schede dedicate a più di ottanta grafici nipponici, il libro ha il pregio di soffermarsi sui grandi maestri del passato, ma cerca e scova gli autori contemporanei. È un viaggio di eleganza, fluidità, minimalismo e fascino che costituisce un mattone solido per la costruzione del know how di chi oggi voglia fare la professione di grafico o di chi, semplicemente, non si stanchi di ammirare la bellezza.

Arte del manifesto giapponese,
di Gian Carlo Calza, 520 pp., 860 ill. col., Skira, Milano 2021, € 55

© Riproduzione riservata Link of life, 2016, di Hanahara Masaki
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