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Fotografia

Ghirri e Vitali durante Photo London

Due mostre dei nostri fotografi alla Repetto Gallery e da Mazzoleni

«Cefalù Orange Yellow Blue», 2008, di Massimo Vitali. © Massimo Vitali, Cortesia Mazzoleni, Londra, Torino

Londra. Appurato che la fotografia italiana all’estero è ancora troppo poco conosciuta e decisamente sottovalutata, è importante sottolineare che alcuni galleristi cercano di invertire la rotta. E lo fanno in maniera intelligente: uniscono la possibilità di espandere il proprio mercato con la volontà di far conoscere oltre confine il lavoro di alcuni autori nostrani. È il caso di Luigi Ghirri e Massimo Vitali, entrambi esposti nella capitale britannica in concomitanza con Photo London che si tiene dal 16 al 19 maggio.

Ghirri è in mostra alla Repetto Gallery dal 18 maggio al 14 giugno, con una selezione di 24 opere realizzate del 1979-87. La galleria non è nuova a queste operazioni di valorizzazione, l’anno scorso in concomitanza con la fiera aveva ospitato una personale di Michele Zaza. La mostra si rifà a una frase di Giordano Bruno con cui il fotografo reggiano descriveva il suo lavoro: «Le immagini sono enigmi che si risolvono con il cuore». Da qui il titolo «The Enigma of Vision», che sottolinea la grande capacità di Ghirri di cogliere l’inafferrabile, ciò che del reale rimane misterioso pur essendo quotidianamente davanti ai nostri occhi. Protagoniste di questi scatti sono le immagini trovate: riproduzioni di opere d’arte o di prodotti della comunicazione di massa catturate, con un umorismo che non nasconde il senso di malinconia, prima di essere consumate come qualsiasi altra merce.

C’è tempo fino al 24 maggio, invece, per vedere le «Short Stories» di Massimo Vitali, nella prima esposizione fotografica che Mazzoleni organizza nella sede londinese. In mostra le dodici immagini che meglio riassumono la lunga e prolifica carriera dell’autore, alle quali l’editore Steidl ha dedicato un volume omonimo appena pubblicato. Figurano alcuni soggetti ricorrenti, come le immense spiagge dove un’accecante luce estiva si staglia sulla folla di bagnanti. Che siano parchi, luoghi balneari o discoteche, il punto di vista innalzato gli permette di dominare una grande porzione di spazio rivelando i comportamenti della massa all’interno degli ambienti di convivenza sociale. In fin dei conti, sia a Vitali che a Ghirri più che il paesaggio interessano l’uomo e i riti del vivere collettivo.

Monica Poggi, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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