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Una veduta delle Gallerie Estensi

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Una veduta delle Gallerie Estensi

Gallerie Estensi virtuali e interattive

Visite guidate interattive e in 3D: i partecipanti possono interloquire con la guida e fra loro

Ada Masoero

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Modena. Le Gallerie Estensi offrono a scolaresche e gruppi (ma anche a visitatori solitari) la possibilità di passeggiare virtualmente attraverso le sale del museo in visite guidate interattive con tecnologia 3D, in cui i partecipanti possono interloquire con la guida e fra loro, (quasi) come se si trovassero di persona davanti alle opere.

Un progetto fortemente innovativo per la sua interattività, al momento unico in Italia, voluto dalla direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli e realizzato in collaborazione con AImagelab del Dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università di Modena e Reggio Emilia, diretto da Rita Cucchiara, che utilizza un’acquisizione a 360 gradi e una ricostruzione 3D, ottimizzata da reti neurali profonde, delle sale della Galleria Estense e del Museo Lapidario Estense di Modena.

Come ovunque, anche qui la chiusura dei musei ha bruscamente interrotto l’attività didattica del museo, e Martina Bagnoli, che aveva promosso la digitalizzazione di 14.800 opere del museo, già presenti sul sito, grazie alla piattaforma realizzata da AImagelab, ha messo a frutto tale lavoro: «Siamo consapevoli, spiega la direttrice, che la tecnologia non può sostituire la visita del museo, ma sicuramente può attutirne la mancanza».

Grazie a tale tecnologia, i partecipanti possono, infatti, comunicare verbalmente con la guida, che non solo risponde alle domande ma, all’occorrenza, può anche mostrare approfondimenti con opere e documenti connessi con le collezioni esposte. Per partecipare alle visite virtuali occorre contattare i servizi educativi del museo che, dopo la prenotazione, inviano il link per connettersi alle visite. Per chi volesse poi approfondire, le schede online delle opere offrono risposte a numerose domande.

Come spiega Rita Cucchiara, questa tecnologia, che «si serve di strumenti analoghi allo Street View, ha un costo contenuto, richiede tempi brevi di realizzazione ed è facilmente accessibile a chiunque». Può quindi offrire a numerosi musei non presenti su piattaforme come Google Arts & Culture l’opportunità di presentare le loro collezioni nell’allestimento museale, con costi abbordabili, entro le poche migliaia di euro.
 

Ada Masoero, 15 maggio 2020 | © Riproduzione riservata

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Gallerie Estensi virtuali e interattive | Ada Masoero

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