Frangi ha guardato Lorenzo Lotto

In mostra a Lecco una rilettura contemporanea del maestro rinascimentale

Giovanni Frangi, «Esercizi di lettura»
Ada Masoero |  | Lecco

Mentre Michelangelo, Raffaello, Tiziano, suoi contemporanei, erano contesi da papi e sovrani, lui, Lorenzo Lotto (Venezia 1480-Loreto, 1556/1557), che pure non era meno grande di loro, si mosse quasi per l’intera vita in territori periferici rispetto ai centri del potere. Lavorò, è vero, anche a Roma e a Venezia ma, dopo Treviso, operò soprattutto a Bergamo e nelle Marche, dove sarebbe morto, da oblato nella Santa Casa di Loreto.

Introverso, inquieto, spesso in difficoltà economiche, fu autore, oltre che di ritratti impareggiabili, di composizioni attraversate da un forte senso d’incertezza. Una «devianza» rispetto ai modelli vittoriosi del tempo, la sua, che scontò duramente in vita e dopo morto, ma che oggi lo rende attualissimo. Tanto che Giovanni Valagussa ha proposto a Giovanni Frangi la sfida di reinterpretare la sua «Madonna con Bambino tra i santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria» per la mostra «Lotto. L’inquietudine della realtà. Lo sguardo di Giovanni Frangi», in Palazzo delle Paure a Lecco fino a 4 luglio.

Sedotto dalle cromie del maestro rinascimentale, Frangi ha dipinto sette tele, intitolate «Esercizi di lettura» (come il testo di Gianfranco Contini), bagnate da colori vibranti e «liquidi» al tempo stesso, dove sui gialli e sui rossi di Lotto ha tracciato, ingigantendoli, i contorni di alcuni dettagli dell’enigmatico dipinto, come lo scoiattolo stretto al petto dalla santa. Esposte con il dipinto di Lotto nell’allestimento di Studio Melesi, le tele sono precedute da un docufilm di Francesco Invernizzi.

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