Facciamo massa

Il restauro può (deve) essere coscienza morale

Giorgio Bonsanti |  | L'Aquila

Ho scritto queste righe mentre ero in partenza per L’Aquila, dove dal 20 al 22 ottobre era in programma il Congresso annuale dell’Igiic, il Gruppo Italiano dell’International Institute of Conservation. Quando avevamo scelto L’Aquila come sede, eravamo stati indirizzati, questo è evidente, dal suo forte valore simbolico; e altrettanto evidentemente eravamo lontano dall’immaginare che a fine agosto altre macerie e altri lutti si sarebbero aggiunti.

Tornano allora alla mente le parole di Giovanni Urbani, quando nel 1983, appena prima delle sua dimissioni dalla direzione dell’Icr, scriveva: «...ciascuno giudichi se, dopo l’esperienza di Ancona, Friuli, Umbria, Campania e Basilicata, quello dei terremoti non costituisca un’emergenza, o piuttosto un’evenienza affatto regolare, rispetto alla quale è semplicemente inconcepibile, per dire il meno, che non si avverta l’urgenza di una politica
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