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«Astres et signes 1», 2021, di Etel Adnan. © Etel Adnan / Courtesy Galerie Lelong & Co.

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«Astres et signes 1», 2021, di Etel Adnan. © Etel Adnan / Courtesy Galerie Lelong & Co.

Etel Adnan tra memoria e immediatezza

Alla Galerie Lelong doppia mostra (nelle sedi parigina e newyorkese) della pittrice libanese recentemente scomparsa, protagonista anche in un’esposizione a Metz

Luana De Micco

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«Il colore è la vita»: questa frase di Etel Adnan aveva ispirato la mostra «L’emozione dei colori nell’arte» tenutasi nel 2017 a Torino, tra la Galleria d’Arte Moderna e il Castello di Rivoli. La pittrice e poetessa libanese che ha impregnato le sue tele di macchie di colore, di cielo, di sole, di mare, nel 2021, prima della scomparsa, aveva dato vita a tele di piccole dimensioni e tutte in bianco e nero.

Alcune sono «nature morte», schizzi del quotidiano, vasi, fiori, bottiglie, barattoli, frutta appena abbozzati e da lei chiamati «la scoperta dell’immediato». Altri dipinti sembrano nati da incursioni rapide nella memoria. I contorni delle montagne, dei fiumi, dei paesaggi si sfumano, riducendosi a tratti energici. Li ha intitolati «intrusioni della memoria».

Le tele inedite sono presentate dalla galleria Lelong in una doppia mostra che si tiene simultaneamente nelle sedi di Parigi e New York, dal 13 gennaio al 12 marzo. «Etel Adnan non ha scelto né la facilità né la ripetizione. Continua a sorprenderci con queste opere austere ma luminose», ha scritto la galleria in una nota.

Etel Adnan era nata il 24 febbraio 1925 a Beirut da padre turco musulmano e madre greca cristiana. Nel 1949 lasciò il Libano per studiare filosofia alla Sorbona di Parigi e si trasferì poi negli Stati Uniti per continuare gli studi a Berkeley. Per tanti anni fu conosciuta solo come scrittrice e poetessa. Il suo romanzo sulla guerra civile in Libano Sitt Marie Rose, edito nel 1977 prima in arabo poi in francese, ebbe un’enorme ripercussione.

Femminista e militante per la pace, Etel Adnan si avvicinò alla pittura a 34 anni, nel 1959, realizzando composizioni astratte e interessandosi da subito al colore: «L’arte astratta, diceva, equivale all’espressione poetica». È morta il 14 novembre 2021, a 96 anni, a Parigi, all’apice del successo come pittrice.

Il mondo dell’arte l’ha scoperta tardi, nel 2012, alla dOCUMENTA (13) di Kassel. Da allora le sue opere sono esposte nei musei di tutto in mondo: fino al 21 febbraio, per esempio, il Centre Pompidou-Metz presenta «Écrire, c’est dessiner», «Scrivere è disegnare», ispirata dalla stessa artista, scomparsa appena dopo l’inaugurazione, dove manoscritti antichi sono allestiti accanto a opere contemporanee. Lo stesso pensiero (la «scrittura e la pittura sono due espressioni di una stessa lingua») era stato all’origine della mostra «Luogo e segni» di Punta della Dogana, a Venezia, nel 2019.

«Astres et signes 1», 2021, di Etel Adnan. © Etel Adnan / Courtesy Galerie Lelong & Co.

Luana De Micco, 12 gennaio 2022 | © Riproduzione riservata

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