Erwitt, Newton e Chagall tra reporter e supereroi

Nel Forte di Bard dipinti, premi, fotografie e 43 sculture

Jenny Dogliani |  | Bard (AO)

Un universo poetico e surreale, popolato di violinisti, saltimbanchi, acrobati, coppie di innamorati sospesi nell’aria, animali e fiori: la visionarietà di Marc Chagall emerge con tutta la sua forza nell’imponente tela «La Vie» del 1964 di proprietà della Fondation Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul-de-Vence, ora al centro della retrospettiva del Forte di Bard fino al 13 novembre. Curato da Gabriele Accornero, il percorso documenta la vicenda artistica e biografica del bielorusso con 265 opere tra dipinti, acquerelli, gouache, litografie, ceramiche e tappezzerie, inclusa la serie di 105 tavole sulla Bibbia.

Pari a Henri Cartier-Bresson per la capacità di fissare la fugacità del reale, autore di alcune tra le principali icone del Novecento, Elliott Erwitt è il protagonista di un’altra retrospettiva che il Forte ospita fino al 13 novembre. Realizzata in collaborazione con Magnum Photos
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