El Greco e Picasso a confronto nel Kunstmuseum Basel

La mostra offre un’analisi sperimentale e associativa dell’intimo dialogo intessuto da Picasso con l’artista di origine cretese visto insieme come modello e uguale

«Ritratto di vecchio» (1595-1600) di El Greco
Elena Franzoia |  | Basilea

S’intitola semplicemente «Picasso-El Greco» la grande mostra al Kunstmuseum (11 giugno-25 settembre) curata da Carmen Giménez e dal direttore del museo svizzero, Josef Helfenstein. L’accostamento di circa 60 capolavori dei due maestri evidenzia il riconosciuto debito del maestro cubista nei confronti del grande pittore cretese Doménikos Theotokópoulos, di cui Picasso contribuì in modo decisivo alla riscoperta.

«Ad oggi non c’è stata un’esplorazione approfondita dell’entusiasta coinvolgimento di Picasso per il lavoro di El Greco, afferma Helfenstein. Ovviamente non renderebbe giustizia a nessuno dei due artisti suggerire una derivazione semplice e lineare. Piuttosto, la nostra mostra offre un’analisi sperimentale e associativa dell’intimo dialogo intessuto da Picasso con l’artista di origine cretese visto insieme come modello e uguale, evidenziando come abbia influito su tutta la carriera del maestro cubista e non solo sulla sua giovinezza. Soprattutto dopo la morte nel 1954 del grande amico e rivale Henri Matisse, Picasso divenne acutamente consapevole della propria solitudine intellettuale e si sentì sempre più l’ultimo esponente della tradizione classica della pittura europea. Lo dimostra in modo esemplare l’opera “Il moschettiere” (1967) in cui Picasso “firmandosi” Domenico Theotocopulos van Rijn da Silva crea uno straordinario amalgama tra i cognomi di El Greco, Rembrandt e Velázquez, rendendo un esplicito omaggio ai suoi maestri e insieme alludendo alla propria sensazione di alienazione rispetto al suo tempo».

Le sezioni espositive sono 5: Affinità elettive: Picasso e El Greco; Periodi blu e rosa: La Sepoltura di Casagemas e le opere successive; Verso il cubismo; El Greco e il cubismo dopo il 1910; Il tardo Picasso: lottando con i vecchi maestri. «Alla base del progetto espositivo c’è la superlativa collezione di opere di Picasso del nostro museo, appartenenti a tutte le fasi della carriera dell’artista, precisa ancora Helfenstein. Nel caso di El Greco abbiamo invece unicamente il san Giacomo Maggiore acquisito nel 1935, opera peraltro solo attribuita. Per il resto le sue opere sono sparpagliate in musei, chiese e monasteri di tutto il mondo, senza la cui collaborazione non saremmo mai riusciti a realizzare una mostra come questa. Grazie a loro possiamo presentare al pubblico capolavori spesso mai esposti a Basilea, contribuendo alla riscoperta dell’artista in area svizzera. L’idea della mostra è stata della curatrice spagnola Carmen Giménez e risale a un incontro di dieci anni fa».

Tra i parallelismi più affascinanti proposti a Basilea spiccano l’«Adorazione del nome di Gesù» del Greco conservata all’Escorial accostata al «Funerale di Casagemas» di Picasso del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, gli splendidi ritratti femminili della «Signora in pelliccia attribuito al Greco ora a Glasgow e della «Mme Canals» di Picasso conservato a Barcellona, fino all’esemplare confronto tra il «Ritratto di vecchio» del Greco oggi al Metropolitan di New York e l’«Autoritratto» picassiano del 1901 appartenente anch’esso alle collezioni parigine.

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