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Palazzo Reali, già sede del Museo Cantonale d’Arte di Lugano fino all’apertura del Masi-Museo d’Arte della Svizzera italiana, inaugura la sua programmazione con la mostra «Roberto Donetta fotografo», nei 150 anni dalla nascita (fino al 20 marzo).
Figura tra le più originali della fotografia ticinese del primo Novecento, Donetta (1865-1932) ha lasciato un corpus di lavori riletti qui con un taglio critico aggiornato, a oltre vent’anni dalla monografica del Museo Cantonale del 1993. Un centinaio le immagini in mostra, in gran parte inedite.
Non mancano però gli scatti più noti, frutto della sua indagine, documentaria ed emozionale a un tempo, sulla vita della sua Val di Blenio. Oltre 200 invece le opere pubblicate in catalogo (Casagrande editore), commentate da Marco Franciolli e altri.
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In concomitanza con miart, dal 13 al 19 aprile 230 sedi in città ospiteranno 400 appuntamenti. Tra le novità, «Ghost Track», che vede la collaborazione tra i Musei Civici milanesi e Mac-Milano Art Community, grazie al quale alcuni artisti entrano in dialogo con le collezioni permanenti di istituzioni cittadine estranee al mondo del moderno e contemporaneo
«C’è una forte difesa della lingua e delle tradizioni, che affondano in una storia remota e straordinaria. Bisogna quindi raccontarla senza però rimanerne incatenati», spiega la direttrice, che accenna alla mostra che sarà inaugurata quest’estate
Formatosi nel laboratorio ceramico paterno, l’artista pugliese ha creato sculture possenti, in terracotta e ferro soprattutto, restando sempre fedele «alla fascinazione dei grandi forni, delle fiamme, del fuoco». A curarne l’archivio è l’Associazione presieduta dal figlio Andrea, in vista del catalogo generale dell’intera opera affidato a Bruno Corà


