Dinosauri, come difendersi dai falsi

Dopo il clamoroso ritiro del Tyrannosaurus Rex dall’asta di Christie’s, a Hong Kong, qualche consiglio per chi si vuole avvicinare al collezionismo di storia naturale

Il cranio di Tyrannosaurus Rex che sarà in asta da Sotheby's New York il 9 dicembre con una stima di 15-20 milioni di dollari. Cortesia di Sotheby's
Elena Correggia |

«È evidente che sul mercato c’è un interesse eccessivo nei confronti dei fossili di tirannosauro, un dinosauro mitico la cui comparsa sul mercato è un evento rarissimo, che non può ripetersi nel giro di poco tempo». Così commenta Iacopo Briano, esperto in paleontologia e storia naturale e direttore in Italia del dipartimento di storia naturale della casa d’aste Cambi, a margine del caso Shen, l’esemplare di Tyrannosaurus Rex che Christie’s aveva inizialmente stimato 15-25 milioni di dollari, ma che ha poi ritirato pochi giorni prima della vendita all’incanto che avrebbe dovuto avvenire il 30 novembre a Hong Kong.

All’origine del dietrofront della casa d’aste ci sono state le questioni sollevate in merito all’utilizzo improprio di calchi di altri esemplari per completare Shen e il modo in cui il T-Rex è stato quindi descritto nel materiale promozionale. «Non esiste un dinosauro che sia stato ritrovato integro al 100% nel terreno, è quindi normale che vengano completati utilizzando calchi di altri esemplari o resine ad altissime prestazioni che riproducono fedelmente le ossa originali mancanti, aggiunge Briano. È importante però che, come avviene nel caso del restauro di un quadro, siano date le informazioni corrette sull’intervento effettuato e sulle sue modalità».

Nel caso di Shen si è messo in dubbio l’effettivo grado di originalità del dinosauro. In particolare, è intervenuta una società di fossili del Sud Dakota, Black Hills Institute of Geological Research, che è titolare dei diritti di proprietà intellettuale per la riproduzione di Stan, un altro Tyrannosaurus Rex da record (che era stato venduto sempre da Christie’s nell’ottobre del 2020 per la cifra record di 31,8 milioni di dollari). La società ha lamentato un’eccessiva somiglianza fra i due dinosauri e il fatto che la casa d’aste non avesse reso pubblico l’utilizzo di repliche delle ossa di Stan (pur lecitamente acquistate) per completare lo scheletro di Shen.

L’evento si verifica in un momento di vero boom per il settore dei fossili preistorici e della storia naturale, che appassiona un pubblico eclettico, che comprende anche magnati della finanza e celebrità dello spettacolo, fra cui divi come Russell Crowe, Brad Pitt e Nicolas Cage. La stessa Christie’s nel maggio scorso aveva aggiudicato Hector, un esemplare di Deynonychus, un velociraptor reso celebre dal film Jurassic Park, per ben 12,4 milioni di dollari, mentre Sotheby’s a New York il 9 dicembre batterà all’asta il cranio di un altro Tyrannosaurus Rex, proposto senza prezzo di riserva ma con una stima di 15-20 milioni.
Un’ammolite iridescente del Canada, stimata 5-7mila euro e in asta da Bonhams Cornette de Saint Cyr a Parigi il 13 dicembre. Cortesia di Bonhams-Cornette de Saint Cyr
«Si tratta di un mercato giovane, che conta la partecipazione di un pubblico eterogeneo di collezionisti nonché di fondi di investimento e per evitare fenomeni speculativi è necessario procedere con i piedi di piombo. In questo il sistema dell’asta rappresenta una tutela perché richiede controlli seri e una precisa documentazione», aggiunge Briano, che il 20 ottobre per la casa d’aste Giquello&Associés ha venduto per oltre 673mila euro Zephir, lo scheletro di un raro iguanodonte, scoperto in Colorado nel 2019.

«L’aspetto più importante per chi è interessato all’acquisto di un fossile preistorico è quello di informarsi con scrupolo, richiedendo sia il dossier scientifico del reperto sia quello del restauro che deve fornire tutti i dettagli del processo di ricostituzione dell’esemplare. È poi fondamentale spostarsi e andare a vedere dal vivo i fossili di cui si è interessati».

Il settore non è però composto solo da dinosauri da centinaia di migliaia di euro, ma permette di accostarsi ai reperti di storia naturale anche con budget più contenuti. Di particolare pregio sono per esempio le ammoniti iridescenti (Placenticeras) del Canada, resti di conchiglie fossili avvicinabili a partire da 20-30mila euro, anche se le tipologie più comuni e diffuse in altre aree geografiche, come nel sito tedesco di Holzmaden sono acquistabili anche solo con qualche centinaia di euro. Un esempio di ammolite, ovvero di fossile di ammonite, proveniente dal sud dell’Alberta, in Canada, sarà messo in vendita a Parigi da Bonhams-Cornette de Saint Cyr nell’asta di storia naturale del 13 dicembre, con una valutazione di 5-7mila euro.

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