Dinamismo futurista e uccelli tecnologici

All’asta di Boetto del 20 aprile un raro Boccioni e il Warhol di Carol Rama

Elena Correggia |  | Genova

A «Scomposizione dinamica» del 1913, importante e rara tempera di Boccioni che si colloca nella fase degli studi sul corpo umano e sulle sue interazioni nello spazio (stima 80-100mila euro), è dedicata la copertina di uno dei due cataloghi dell’asta di Arte moderna e contemporanea proposta il 20 aprile da Boetto di Genova. Il lavoro, notevole per padronanza tecnica ed espressiva, è appartenuto allo scrittore e critico d’arte Raffaele Carrieri ed è corredato da ampia bibliografia e da una scheda tecnico-scientifica redatta da Ester Coen.

Nell’ambito del Secondo Futurismo si collocano invece un olio e collage su tavola di Giulio D’Anna del 1932 e un «Mistero aereo» di Fillia del 1931, entrambi stimati 18-20mila euro. Il tema dei velivoli introduce il top lot dell’asta, ovvero un trittico del 1992 di Alighiero Boetti della serie degli «Aerei» (300-500mila), nati dalla collaborazione con il disegnatore Guido Fuga, in cui uno stormo di «uccelli tecnologici» si libra in un cielo finemente tratteggiato.

L’incanto comprende poi sette opere di Carol Rama, fra cui «Dorina» (18-22mila), un acquarello e tempera del 1942 in dialogo con un ritratto delle «Ladies and Gentlemen» (1975) di Andy Warhol (2-3mila), firmato e dedicato proprio a Carol. Nell’ambito del Novecento italiano si segnalano anche due lavori storici di Filippo De Pisis, un nudo maschile sul divano del 1927 (18-20mila) e una natura morta con pesce e bottiglia del 1925 (12-15mila), mentre nella produzione riferibile agli anni Settanta si fanno notare Emilio Isgrò con «Vitale», una cancellatura del 1972 (20-27mila), ed Enrico Baj con «A couple of noses» del ’74, che mette in scena la sua satira giocosa fra passamanerie e piccoli stemmi (30-38mila).

Nella sezione internazionale è proposta una raccolta di una decina di opere di uno dei fondatori del gruppo Fluxus, l’eclettico artista francese Ben Vautier, provenienti dalla Emily Harvey Foundation, fra cui «Life never stops» del 2003 (9-12mila). Dalla stessa fondazione arrivano anche opere di altri esponenti di Fluxus come Spoerri, Al Hansen, Brecht e Yoko Ono.

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