Dicker e Singer, un Bauhaus di stampo viennese

Gli oltre 200 oggetti esposti al Musa provengono dall’Archivio Bauhaus di Berlino e dalla collezione privata viennese di Georg Schrom

Animali dal «Phantasus-Baukasten», 1919-25. Archivio Georg Schrom
Flavia Foradini |  | Vienna

Sono oltre 200 gli oggetti che al Musa raccontano l’avventura artistica di due allievi del Bauhaus riscoperti dai ricercatori del Wien Museum e presentati fino al 26 marzo nella mostra «Atelier Bauhaus, Vienna», soprattutto grazie a schizzi, disegni assonometrici e oggetti da arredamento.

Entrambi nati e formati a Vienna, Friedl Dicker e Franz Singer furono allievi di Johannes Itten: frequentarono la scuola di arti visive che l’artista e pedagogo svizzero aveva fondato nella capitale austriaca durante la prima guerra mondiale e lo seguirono quindi nel 1919 a Weimar, quando il pittore e teorico dell’arte venne chiamato al neonato Bauhaus da Walter Gropius.

Dicker e Singer tornarono a Vienna nel 1925 e fondarono un «Laboratorio di arti visive», la cui attività si infranse contro l’ascesa nazista: per l’una a causa della militanza nel partito comunista, per l’altro a causa delle radici ebraiche. Friedl morirà ad Auschwitz, Franz riuscirà a fuggire a Londra, dove continuerà la propria produzione aristica: «L’intento della nostra mostra è di accendere i riflettori su queste due personalità artistiche e sul potenziale innovativo delle loro opere, spiega il cocuratore Andreas Nierhaus. I loro lavori coniugano il metodo costruttivista con una porzione di raffinatezza viennese, che ben si estrinseca nei materiali, nelle scelte cromatiche e nei dettagli stilistici».

Gli oggetti esposti provengono dall’Archivio Bauhaus di Berlino e dalla collezione privata viennese di Georg Schrom, che gestisce l’archivio dell’atelier di Dicker e Singer. Uno degli oggetti più interessanti, rimarca Nierhaus, è il «Phantasus Baukasten» del 1924, una scatola per costruzioni in legno variopinto, realizzata a Weimar e destinata al pubblico dei bambini, fra l’altro col fine di avvicinare i più piccoli in modo ludico all’arte astratta. Concepita da e per il Wien Museum, la mostra sarà visitabile solo a Vienna.

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