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Monica Bonvicini

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Monica Bonvicini

CONTINENTE ITALIA | Monica Bonvicini

Artisti italiani, virtuosi non virtuali: le tecniche, i temi e le quotazioni di mercato dei nomi più votati dell'inchiesta

Monica Bonvicini nasce a Venezia nel 1965. Ha studiato arte a Berlino e al Cal Arts (Valencia). Dal 2003 è Professore di Scultura e Arti dello Spettacolo presso l'Accademia di Belle Arti di Vienna. A partire da ottobre 2017 assume la cattedra di scultura all'Universität der Künste, Berlino, dove vive e lavora.

Il suo ingresso nel mondo dell’arte risale alla metà degli anni ‘90, quando in Italia, e nel mondo, si facevano largo ricerche artistiche sempre più lussureggianti e liquide, sulla scia, ad esempio, dell’esperienza (per certi versi traumatica) che era stata la mostra «Post Human» di Jeffrey Deitch (1992).

La pratica di Monica Bonvicini è piuttosto multiforme e di complessa riconducibilità: potremmo dire, con le parole della Galleria Raffaella Cortese che questa «indaga la relazione tra architettura, potere, genere, spazio, sorveglianza e controllo e si traduce in opere che mettono in discussione il significato del fare arte, l'ambiguità del linguaggio, i limiti e le possibilità connessi all'ideale di libertà».

Circa il tratto femminista, forse quello dominante del lavoro, è la stessa Bonvicini, a definirne i confini: «Ho iniziato a lavorare con la tematica del genere negli anni Novanta. I miei lavori che rielaborano la costruzione dell’identità sessuale attraverso l’architettura sono stati definiti femministi. In un secondo tempo mi sono più interessata ad approfondire l’identità femminile e a criticare quella maschile. Mi ricordo che negli anni Novanta ero quasi seccata da chi mi chiedeva se fossi femminista perché davo per scontato che ogni donna lo fosse dopo le battaglie degli anni Settanta. Credevo anche che, visto il successo della teoria del genere, sarebbe stato più semplice parlare e trovare un pubblico per certi argomenti; purtroppo, mi sono sbagliata. Ho un approccio femminista riguardo a molte questioni. Nei miei lavori parlo dell’impossibilità di definire un genere nell’architettura delle identità sociali, culturali, economiche e politiche, e in tutto ciò metto in discussione qualsiasi stereotipo. [...] Sono d’accordo con lo psicanalista Umberto Galimberti quando dice che le più grandi rivoluzioni nella Storia hanno qualcosa a che fare con l’emancipazione delle donne».

Monica Bonvicini ha ottenuto diversi premi, tra cui il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia (1999); il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst, dallo Staatliche Museen zu Berlin (2005); il Rolandpreis für Kunst per l'arte al pubblico della Foundation Bremen, Germania (2013), il Premio Hans Platschek per l'arte e la scrittura, Germania (2019); il Premio ACACIA alla Carriera 2019, Milano, Italia; e il Premio Oskar Kokoschka, Vienna, Austria (2020). Il suo lavoro è stato presentato in molte importanti biennali, tra cui Berlino (1998, 2004, 2014), La TriennaIe Paris (2012), Istanbul (2003, 2017), Gwangju (2006), New Orleans (2008) e Venezia (1999, 2001, 2005, 2011, 2015). Ha tenuto mostre personali al Palais de Tokyo, Parigi (2002); Modern Art Oxford, Inghilterra (2003); Secession, Vienna (2003); Staedtisches Museum Abteiberg (2005, 2012); SculptureCenter, New York (2007); Art Institute of Chicago (2009); Kunstmuseum Basel (2009); Frac des Pays de la Loire, Francia (2009); Kunsthalle Fridericianum, Kassel (2011); Centro de Arte Contemporaneo de Malága, Spagna (2011); Deichtorhallen Hamburg (2012); Kunsthalle Mainz (2013); BALTIC Center for Contemporary Art, Inghilterra (2016); Berlinische Galerie, Berlino (2017); e Belvedere 21, Vienna (2019).

Nel 2012 Monica Bonvicini è stata nominata Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Le sue sculture sono ora installate permanentemente nel Queen Elizabeth Olympic Park (Londra); il Teatro dell'Opera di Oslo e il Museo d'arte moderna di Istanbul.

Monica Bonvicini, Venezia, 1965
· Galleria Raffaella Cortese (Milano)
· Galerie Peter Kilchmann (Zurigo)
· König Galerie (Berlino)
· Mitchell-Innes & Nash (New York)
· Opere 20mila - 100mila

CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021
 

Monica Bonvicini

Redazione, 19 febbraio 2021 | © Riproduzione riservata

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