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Marinella Senatore

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CONTINENTE ITALIA | Marinella Senatore

Artisti italiani, virtuosi non virtuali: le tecniche, i temi e le quotazioni di mercato dei nomi più votati dell'inchiesta

Redazione GdA

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Marinella Senatore è un’artista multidisciplinare caratteristica che innanzitutto deriva dal suo percorso di studi: studia violino, cinema e arte, tutti elementi che si mescolano e rinforzano nella sua pratica e nelle sue performance.

Lei stessa dice: «ho due lauree in arte e sono professore in università in giro per il mondo, anche se molto part time, quindi anche l’attività didattica è importante per me. Però ho fatto la Scuola di cinematografia a Roma e sono violinista professionista perché ho studiato al Conservatorio. Questi due background del cinema e della musica, dove ci sono situazioni di costruzione creativa collettiva, sono stati fondamentali nel concepire questa struttura multidisciplinare».

Alla base del suo lavoro c’è il suo fervente interesse per le forme di aggregazione comunitarie e nel modo in cui queste si relazionano con lo spazio circostante, soprattutto con la strada. È quindi mediante modelli organizzativi e sociali che indaga le dinamiche di gruppo. Fondatrice della School of Narrative Dance, un progetto didattico incentrato su inclusione e crescita personale, Senatore ha portato le sue performance in tutto il mondo, mantenendo un legame speciale con gli Stati Uniti e con New York in particolare.

Ad esempio, con Magazzino Italian Art, il museo privato dedicato all’arte italiana (soprattutto Arte Povera) dei collezionisti Olnick-Spanu, ha voluto organizzare una performance nel limitrofo villaggio di Cold Spring: una processione con oltre cento persone del luogo. Il progetto, ovviamente site specific, ha coinvolto musicisti, ballerini, attivisti, e normali cittadini, il tutto anticipata da settimane di incontri durante i quali le persone hanno avuto la possibilità di confrontarsi e comprendere il potere della creazione collettiva.

Nel 2010 vince il Premio New York e lei stessa dichiara a tal proposito: «il premio fu fantastico perché mi diede la possibilità di lavorare con delle comunità in Harlem che erano molto importanti per me e da lì è nato poi il contatto con il movimento Black Lives Matter, con la Martha Graham School e con altre realtà che sono state fondamentali per me. Ma già prima del premio, New York è stata importantissima per me poiché ho sempre avuto questo interesse per l’attivismo. Questa città mi ha offerto l’opportunità di entrare in contatto con una situazione di community e con fenomeni che volevo studiare come il krump, la street dance, i rapper. L’America è stata molto generosa con me e quindi ho sempre continuato a lavorare con le persone che avevo incontrato qui».


Marinella Senatore, Cava dei Tirreni (Sa), 1977
Gallerie:
· Richard Saltoun (Londra)

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Una mappa dell'arte italiana nel 2021
 

Marinella Senatore

Redazione GdA, 18 maggio 2021 | © Riproduzione riservata

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