CONTINENTE ITALIA | La mappa di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Collezionisti, critici, curatori, direttori di museo ridefiniscono i confini di un paesaggio molto più vasto di quello spesso soffocato da alcuni meccanismi del sistema dell’arte | 28

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo |

Giulia Cenci (1988, Cortona) appartiene a una nuova generazione di artiste che utilizza la scultura e l’installazione per esplorare scenari del nostro presente, anche quelli meno rassicuranti. I suoi lavori richiamano un immaginario post-apocalittico in cui l’essere vivente è assente, ma se ne percepisce ancora l’influenza. Le opere sono stratificazioni di differenti materiali che l’artista assembla grazie un uso sapiente della materia, trasformata a tal punto da perdere, i materiali perdono la consueta connotazione di cosa appartenente all’ambito dell’artificiale o del naturale. Cenci è finalista del MAXXI Bulgari Prize 2020.

Marco Giordano (1988, Torino) vive a Glasgow dove ha sviluppato una pratica che unisce la scrittura, il suono e il corpo. Con le sue sculture, le installazioni e le performance costruisce un immaginario in cui la natura, privata della presenza umana, si riconfigura in nuove forme, ibridate con elementi artificiali. Spesso Giordano crea dei dispositivi che, utilizzati da performer, diventano megafoni capaci di amplificare i versi di poesie intime e politiche al tempo stesso. È il caso dell’opera fatta di conchiglie “My Mouth in your Mind” (2019), esposta a Palazzo Re Rebaudengo in “Waves Between Us”, mostra conclusiva della 14esima edizione del Young Curators Residency Programme.

Michele Rizzo (1984, Lecce) è coreografo e artista e lavora all’incrocio tra coreografia, performance e arti visive. I suoi progetti riflettono sul corpo, inteso come universo di contatto tra diverse esperienze, un confine che può incontrare altri mondi. Spesso i suoi lavori costruiscono situazioni tipiche dello scambio interpersonale della vita collettiva, tema oggi quanto mai fragile e importante in quanto precluso: la danza nei club o le processioni religiose per le strade. Un esempio di questo approccio è rappresentato dall’installazione “Rest” (2020), di cui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha sostenuto la produzione per la Quadriennale di Roma 2020.

Giorgio Ciam (Aosta 1941-‐Torino 1996) è stato un importante esponente della fotografia concettuale e della Body Art durante gli anni Settanta. Ha focalizzato la sua attenzione sulla nozione di identità e di trasformazione del sé, temi oggi al centro della discussione artistica e filosofica contemporanea. Sono noti i suoi autoritratti fotografici, in particolare la serie dedicata alla metamorfosi del suo volto in quello di altri artisti, da Pablo Picasso a Mario Merz. Penso che Ciam sia davvero un artista da riscoprire, per il suo essere stato antesignano di una serie di sperimentazioni sul corpo e sulla persona.

Corrado Levi (Torino, 1936) è architetto, artista, curatore, critico, designer, collezionista, ma anche insegnante: sono celebri le sue lezioni alla Facoltà di Architettura di Milano, dove ha interpretato con grande competenza, inventiva e libertà la docenza di composizione architettonica. Levi è stato un sensibile e attivo catalizzatore delle energie di differenti generazioni e un impegnato promotore delle pratiche artistiche. Le nostre strade si sono incrociate negli anni Novanta: a lui devo il restauro della prima sede della Fondazione, Palazzo Re Rebaudengo, concluso nel 1997. Nonostante Levi sia riconosciuto come figura cardine dell’arte italiana dagli anni Ottanta in poi, anche grazie all’antologica del 2020 a lui dedicata alla Triennale di Milano, penso che il suo lavoro dovrebbe essere ancor più studiato e riscoperto.

Simona Weller (1940, Roma) è un’artista che ha avuto grande rilievo nella scena nazionale a partire dagli anni Settanta, quando ha esordito alla Quadriennale di Roma del 1973 con alcune grandi tele di pittura-scrittura. Il suo ruolo è stato importantissimo nel femminismo, in particolare con la pubblicazione del volume “Il complesso di Michelangelo. Ricerca sul contributo dato dalla donna all’arte italiana del Novecento”, un primo ragionato censimento intergenerazionale dedicato alle artiste donne, attive nel nostro paese a partire dai primi del ‘900. Penso che la sua pratica di “dipingere con le parole”, così politica e consapevole, meriti di essere nuovamente approfondita, anche per rintracciarne la continuità nelle pratiche femminili e femministe odierne.


L'autrice è una collezionista d'arte e mecenate italiana, fondatrice della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.


CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021

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