CONTINENTE ITALIA | La mappa di Ludovico Pratesi

Collezionisti, critici, curatori, direttori di museo ridefiniscono i confini di un paesaggio molto più vasto di quello spesso soffocato da alcuni meccanismi del sistema dell’arte | 26

Ludovico Pratesi |

L’universo degli artisti italiani delle ultime generazioni è ricco di personalità promettenti, che hanno già avuto alcuni riconoscimenti nazionali e qualche soddisfazione internazionale. Sottolineo i talenti che, a mio modesto avviso, presentano le caratteristiche necessarie per poter intraprendere una carriera non solo nel nostro paese ma soprattutto all’estero.

La prima è Giulia Cenci (Cortona 1988), vincitrice del prestigioso Baloise Art Prize nel 2019 e in mostra al MaXXI nell’ambito del MaXXI Bulgari Prize 2020. Un’artista forte, visionaria e consapevole, che conosce il linguaggio della scultura e lo declina in maniera originale, in una interessante combinazione tra classicità e  tecnologia, con risultati sorprendenti.

Il secondo è Namsal Siedlecki (Greenfield,1986), uno scultore interessato ai processi chimici di trasformazione della materia, con una sensibilità paragonabile a un alchimista contemporaneo: la sua ultima personale alla fondazione Cerere era una riflessione sulla fusione a cera persa che l’artista ha studiato e praticato in Nepal.

Il terzo è Gianluca Brando (Maratea, 1990). Attraverso una ricerca artistica intesa come processo di esplorazione dello spazio, il suo lavoro indaga nuove condizioni di possibilità della scultura principalmente mediante la pratica del calco, con una spiccata sensibilità per sviluppare forme di narrazione intime ma mai banali.

Aggiungo tre segnalazioni legate ad artisti più maturi o scomparsi da rivalutare: Gian Maria Tosatti (Roma, 1980) è capace di trasformare luoghi abbandonati in intensi contenitori di simboli e memorie personali e collettive. Daniela De Lorenzo (Firenze 1959) porta avanti da decenni una ricerca sul corpo nello spazio con un rigore e una costanza encomiabili. Claudio Cintoli (Imola 1935-Roma 1978): protagonista di primo piano della scena romana dei tardi anni Sessanta, la sua eclettica e vulcanica personalità attende ancora il giusto riconoscimento.

Ludovico Pratesi, critico d’arte e curatore, è direttore artistico di Spazio Taverna.

CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021

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