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Bruna Esposito

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Bruna Esposito

CONTINENTE ITALIA | Bruna Esposito

Artisti italiani, virtuosi non virtuali: le tecniche, i temi e le quotazioni di mercato dei nomi più votati dell'inchiesta

Le opere di Bruna Esposito sono poesie. Nel senso che non urlano una dichiarazione, ma svolgono una poetica. Sono esatte, come solo la poesia sa essere, e sono anche vagamente inafferrabili. Bruna Esposito è anche schierata per l’ambiente, con un lavoro che è militante, ma lo è mantenendo un approccio apollineo ai problemi, che non trasmette distacco o minor impegno, quanto un senso di calma che dona al problema una dimensione accettabile e risolvibile.

Il suo importante curriculum internazionale inizia già negli anni ’80: nel 1980, infatti, è a New York dove vive e lavora fino al 1986, ed entra in contatto con personalità dell’arte tra cui Lucio Pozzi e Donald Judd, realizza performance e happening teatrali, collabora con artisti, danzatori e musicisti. Nel 1987 si trasferisce a Berlino Ovest, dove lavora per due anni, realizzando diverse performance e installazioni che prevedono strutture galleggianti.

Il tema della collaborazione è centrale nell’opera dell’artista: «Sereno-variabile» (2002), ad esempio, è un’opera realizzata a Rivoli e nasce dalla collaborazione con il compositore Stefano Maria Longobardi. La musica composta convive o si alterna a quella di uccellini ospitati nelle gabbie solitamente impiegate per uso domestico. La leggerezza delle note passa attraverso le piccole sbarre, diffondendosi nello spazio.

La leggiadria anche però un po’ selvaggia è il fil rouge di «Aureole» (1999). Una serie di polpi essiccati disposti a corona ruota lentamente intorno ad una sfera di travertino, mentre un ventaglio di baccalà si alza e si piega dall’alto di una piccola colonna. Le creature catturate ed essiccate per diventare nutrimento vengono dotate di una seconda vita e al tempo stesso esposte come elementi che raccontano la storia del ciclo vitale, dove il decadimento, la morte, ma anche la necessità di reperire il cibo sono costanti imprescindibili. L’opera è azionata da un pannello solare.

Pannelli solari, condizionatori e ventilatori sono oggetti e tecnologie spesso impiegate, elementi centrali nelle riflessioni sull’eco-sostenibilità (od eco-compatibilità) delle azioni umane sul pianeta. Nell’opera «Altri venti - Ostro» (2020) una sorta di gazebo costruito in legno di bambù e corde, con un aspetto vagamente orientale, mosso dalle pale di un ventilatore alimentato da energia fotovoltaica, dialoga idealmente con le due eliche navali presenti ai piedi dell’installazione. Quasi fosse una capanna, o anche un piccolo luogo di meditazione, accoglie i visitatori e li invita a riflettere.

È questo lavoro a suggerire quest’idea di un attivismo poetico e silenzioso, dove lo spazio della protesta viene occupato da quello della riflessione, tra vento, mare, elementi naturali, e scarsamente artificiali. Come a dire: siamo ancora in tempo per tornare uomini nella natura.

Già vincitrice di premi, tra i quali il Leone d’Oro, in occasione della 48ª Biennale di Venezia (1999) e il premio di Italian Studio Program P.S.1. del MoMA di New York (1999), nel 2001 le viene assegnato anche il Premio MAXXI per la Giovane Arte Italiana. L’opera creata per l'occasione entra a far parte della collezione permanente del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo. È utile inoltre ricordare Documenta X a Kassel (1997), la mostra personale al Castello di Rivoli (2002), la 56° Biennale di Venezia (2005).

Bruna Esposito, Roma, 1960
• FL Gallery
• Wizard Gallery
• Prezzi: € 10.000–40.000

CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021
 

Bruna Esposito

Redazione, 16 luglio 2021 | © Riproduzione riservata

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