Confcultura lascia Confindustria

L'organizzazione presieduta da Patrizia Asproni entra in Confini

Il bookshop di Galata-Museo del Mare di Genova
Edek Osser |  | Roma

Negli ultimi tempi si è accentuato l’esodo degli iscritti a Confindustria. Dopo un duro contrasto se n’è andata anche Confcultura, che raccoglie oltre trenta imprese che si occupano dei servizi aggiuntivi nei musei: accoglienza, biglietteria, bookshop, ristorazione, mostre, audioguide, la maggioranza di quelle specializzate nel settore. Tra le più note Mondadori Electa, Giunti, MondoMostre, D’Uva Workshop, Enjoy Museum, Best Union Company, Ticketone.

La presidente Patrizia Asproni ha comunicato la decisione allo stesso presidente di Confindustria Vincenzo Boccia con una lettera formale nella quale spiega che «è fallito l’obiettivo di costruire un solido legame tra cultura e mondo dell’impresa nel segno di una forte innovazione e liberalizzazione» e denuncia anche le «pesanti ingerenze da parte dei rappresentanti della Confindustria nella governance» di Confcultura.

I rapporti erano
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