Concorso beffa per i restauratori

Una situazione paradossale che declassa l’élite del restauro italiano e il prestigio stesso dell’Iscr negli anni precedenti al 2009

Una restauratrice all'opera su un affresco
Edek Osser |  | Roma

Da un anno i candidati aspettavano l’esito del concorso Ripam-Mibact (bando del 2016) per l’assunzione di 80 funzionari restauratori. Quando, il 20 novembre scorso, sono state pubblicate le graduatorie, i restauratori diplomati alla Scuola di Alta Formazione (Saf) del Mibac prima del 2009 che avevano partecipato al concorso hanno fatto una (per loro amara) scoperta: il punteggio assegnato per il loro titolo è «Zero». Per quanto importante fosse la loro esperienza e brillanti gli esami sostenuti al concorso, nella graduatoria quello «Zero» alla voce «titoli» li ha penalizzati.

Una situazione paradossale che declassa l’élite del restauro italiano e il prestigio stesso dell’Iscr negli anni precedenti al 2009, quando i suoi metodi e la qualità di quel diploma erano un modello in tutto il mondo. Particolare inquietante: la commissione esaminatrice del Mibac ha preso la decisione di valutare
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