Colpo di scena a Palazzo Odescalchi

Da Finarte il 28 ottobre un’ampia selezione di arte moderna e contemporanea: da de Chirico a Balthus, da Dottori a Dorazio e Perilli

«Senza titolo - Reticolo» (1963) di Piero Dorazio (stima 30-40mila euro). © Finarte
Arianna Antoniutti |  | Roma

L’autunno di Finarte prosegue, dopo l’asta del 26 ottobre di Design e Arti decorative a Milano, con i 247 lotti proposti a Roma, giovedì 28 ottobre presso Palazzo Odescalchi, per la vendita all’incanto di Arte Moderna e Contemporanea. I primi lotti ruotano intorno al tema del teatro con bozzetti, studi per scenografie e figurini, come quello eseguito a china e acquarello negli anni Settanta da Renato Guttuso per un abito di scena di «Malia»(stima 1.800-2.400 euro) e i due bozzetti di Jean Cocteau, tra cui «Le Poète et la Muse» del 1959 (2-3mila), ideati per il fondale dell’omonimo mimodramma di Cocteau da lui stesso musicato.

Spicca poi, sempre nella medesima sezione, la gouache e acquarello su carta «Cassandra» del 1937 di Giorgio de Chirico (10-15mila), pensata per la trilogia di Eschilo al Teatro di Atene. Al Grande Metafisico sono dedicati interessanti lotti come la «Natura morta» del 1972-74 (25-35mila), la tempera «Gli Archeologi» del 1970 (9-14mila) e la matita su carta «Due cavalli con tempio» (1957), firmata con una dedica ad personam (8-12mila). E infine il bell’«Interno metafisico» del 1959, dall’illusionistico intreccio di tre quadri nel quadro (90-120mila).

Il ’900 italiano vede presenze rilevanti come «Il ricamo di Rodi», (1919) di Mario Cavaglieri (25-35mila), esposto nel 1919 a Casa Cagiati a Milano, e «Cielo stellato» (1932), affresco staccato e riportato su tela di Gerardo Dottori (20-30mila). Documentato da una fotografia a colori dell’epoca del distacco, autenticata al verso da Dottori, l’opera, testimonianza dell’attività muralista del pittore, proviene dalla Tenuta Chiugiana, in provincia di Perugia, dove Dottori realizzò ad affresco motivi paesaggistici, naturalistici, acquatici, stellari e geometrici in tutti gli ambienti della villa.

Di ottimo livello, ancora, la selezione dell’arte astratta italiana, con opere come «Senza titolo - Reticolo» (1963) di Piero Dorazio (30-40mila), «Composizione» di Giulio Turcato (4-6mila) e «Composizione» (1965) di Achille Perilli (2.500-3mila). Del pittore, recentemente scomparso, è proposta anche la tecnica mista su tela «La situazione» del 1962 (20-30mila).

Per gli autori stranieri, le proposte sono ampie: dai pastelli colorati su cartoncino di Roberto Sebastian Matta «Scoiattoiolando» del 1972 (3-4mila), al legno dipinto «Inclinè bleu et noir» (1966) di Jesus Rafel Soto (5-7mila), fino all’olio su tela «Senza titolo» (2005) di Hermann Nitsch (12-15mila). Come pure degni di nota sono il collage «FFIA» (1964) di Victor Vasarely (20-30mila) e il disegno «Nudo disteso» (1974) di
Balthus (25-30mila), pubblicato nel 1999 sul catalogo ragionato del pittore a cura di Jean Clair e Virginie Monnier.

Ma in asta non c’è spazio solo per la pittura, troviamo difatti, ad esempio, anche un tappeto-natura di Piero Gilardi, «Ibisco» del 2002 (2.4-3mila), un cemento di Giuseppe Uncini «Muri d’ombra» del 1987 (8-12mila) e un volto in gesso di Leoncillo «Ritratto di Totò» del 1938 ca (4-6mila).

© Riproduzione riservata «Interno metafisico» (1959) di Giorgio de Chirico (particolare; stima 90-120mila euro). © Finarte
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