Cinquanta sfumature di nero

Seta, taffetà, merletti, volant o baby doll, tutto nella moda di Cristóbal Balenciaga è un omaggio alla Spagna. E il Musée Bourdelle, intitolato al celebre collaboratore di Rodin, è la sede migliore per la retrospettiva di un sarto-scultore

Luana De Micco |  | Parigi

Negli abiti di Balenciaga il nero più che un colore, o un non-colore, è materia vibrante, via via opaca o trasparente, satinata o lucida, un gioco di luce che si deve tanto alla sontuosità dei tessuti che all’apparente semplicità dei tagli»: Véronique Belloir, responsabile della collezione haute-couture del Palais Galliera-Musée de la mode de la Ville de Paris, è la curatrice della mostra «Balenciaga, l’œuvre au noir», che si tiene dall’8 marzo al 16 luglio al Musée Bourdelle. Il museo, nel quartiere «degli artisti» di Montparnasse, fu la casa e lo studio di Émile-Antoine Bourdelle, lo scultore della nota statua di bronzo, esposta al d’Orsay, dell’«Eracle arciere». Non c’è da sorprendersi se gli abiti dello stilista, una settantina di modelli, sono allestiti qui, tra la grande sala degli studi di gesso e l’atelier dello scultore che fu collaboratore di Rodin.

Per Véronique
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