Chagall spettacolare tra vetrate e teatro

Due saggi di Sylvie Forestier indagano il lavoro sul vetro e la trattazione della scena umana

Carlotta Venegoni |

Il genio artistico di Marc Chagall, espresso nel monumentale lavoro su vetro e nella trattazione della scena umana, viene indagato con nuove riflessioni da Sylvie Forestier in due volumi editi in splendida veste dalla Jaca Book.

Il libro sulle vetrate che Chagall realizza tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta presenta gli eventi, gli incontri e i tempi che spinsero l’artista a intraprendere questo tipo di opera. Le sue prime vetrate nascono dopo la seconda guerra mondiale: la svolta avviene nel 1952 sotto la duplice influenza della grandiosità artistica della Cattedrale di Chartres e del pensiero di un grande innovatore della concezione dell’arte sacra, Padre Couturier.

Animato dal desiderio di far rivivere le antiche tecniche in piena sintonia con il patrimonio architettonico delle chiese francesi, Chagall giunge a un inatteso connubio tra gli spazi storici interni e le sue raffigurazioni di eccezionale potenza narrativa e simbolica. Proveniente dal mondo ebraico, Chagall si confronta con naturalezza con una tradizione non sua e senza tradire le proprie origini trasmette un messaggio di universalità. Lo spettatore e il visitatore, così come il lettore del volume, sono invitati a farsi coinvolgere da queste immagini, capaci di stupire e meravigliare grazie anche al carattere stesso della vetrata, dovuto alla complessità della sua elaborazione.

Il volume si compone dei diversi contributi degli autori Sylvie Forestier, Nathalie Hazan-Brunet e Dominique Jarrassé, compresa la testimonianza di Benoît Marq, mastro vetraio con cui Chagall lavorò in simbiosi per le vetrate di Reims. Seguono poi capitoli dedicati alle vetrate dei diversi luoghi in cui Chagall ha lavorato, tra cui Assy, Metz, Gerusalemme, Pocantico Hills, Tudeley, Sarrebourg, Le Saillant, Zurigo, Reims, Chichester, Magonza, Nizza, Chicago e infine il Palazzo delle Nazioni Unite di New York, dove l’artista giunge alla pura espressività e all’assoluta libertà grafica. La descrizione delle vetrate e la planimetria è accompagnata da immagini d’insieme e di dettagli che consentono di fruire appieno della traslucida luminosità del mondo chagalliano.

Il secondo libro, quello sulla scena umana, si suddivide in tre parti. La prima sviluppa i volti di Chagall attraverso il tema dell’autoritratto. La seconda indaga tre opere dell’autore: «Resistenza», «Resurrezione» e «Liberazione». Per i dipinti l’autrice propone una nuova interpretazione giungendo alla teoria che, avendo genesi comune, possono essere considerati un trittico che conduce a un discorso sul valore dell’eternità, un invito alla meditazione «per inoltrarsi nel tempo immobile della preghiera». La terza parte, infine, tratta la scena teatrale di Chagall come metafora della scena umana. I lavori del pittore per costumi e scenografie di teatro sono ancora poco conosciuti, anche se furono una costante della sua arte. Questa esperienza conclusa nel 1967 con Il «Flauto magico» rappresentato alla nuova Metropolitan Opera di New York si contraddistingue per una fusione intima tra colori, suoni e movimenti che incitano Chagall a intervenire pittoricamente sui costumi e sui corpi dei ballerini, giungendo a realizzare uno spettacolo artistico totale.

Chagall. Le vetrate di Sylvie Forestier, Nathalie Hazan-Brunet, Dominique Jarrassé, Benoît Marq, Meret Meyer, traduzione di Elisa Emaldi, 239 pp., ill. b/n e col., Jaca Book, Milano 2020, € 50
Chagall. La scena umana, di Sylvie Forestier, traduzione di Daniela Boni, 243 pp., ill. b/n e col., Jaca Book, Milano 2020, € 70

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