Cataloghi corposi per il moderno e contemporaneo

Le aste di dicembre in Italia

Elena Correggia |  | Brescia, Milano, Prato, Roma

L’ispirazione metafisica domina due delle opere più importanti che Farsetti propone nell’asta di arte moderna e contemporanea che si svolge a Prato l’11 e il 12 dicembre. Si tratta di una «Piazza d’Italia» (1951) di Giorgio de Chirico (200-260mila euro) dall’atmosfera sospesa e rarefatta e dalle molteplici citazioni, fra classicismo e modernità. All’orizzonte la sagoma di un treno in corsa fa riferimento al padre dell’artista, ingegnere ferroviario, mentre la scultura di donna dormiente in primo piano, tratta da un marmo romano dei Musei Vaticani, è Arianna nel momento successivo all’abbandono da parte di Teseo.

Un manichino multicolore, naufrago su una spiaggia dipinta in bianco e nero, è invece la modalità con cui Alberto Savinio ritrae «Ulysse», in un importante olio su tela del 1928 (180-260mila). Il contrasto fra le cromie dell’eroe omerico e il paesaggio circostante accentua la distanza fra mito e realtà. Il ricco catalogo di oltre 600 lotti comprende anche una maternità di Felice Casorati del 1953 ca (70-100mila), in cui l’intima scena è calata in un ambiente indefinito, fuori dal tempo e dallo spazio.

Il 14 dicembre a Milano è la volta di Itineris con una selezione di circa 300 lotti (asta a porte chiuse con banditore in sala). Fra questi spicca un olio su tela firmato da Emilio Vedova, «Da Dove... n. 4» del 1982-83 (70-100mila). Non mancano autori internazionali come Sam Francis con una xilografia stampata con pigmenti secchi, inchiostri e oli (8-12mila).

Un catalogo che attraversa tutto il ’900 spaziando dal Futurismo all’Astrattismo, dall’Informale internazionale al Gruppo Zero e all’Arte concreta caratterizza infine l’incanto che verrà battuto da Il Ponte a Milano il 15 e 16 dicembre. Fra i protagonisti internazionali si segnalano Karel Appel con «Angoisse», importante tela del 1960 (130-160mila), e Cy Twombly con «Senza titolo» dello stesso anno, eseguita con matita e pastelli a cera su carta (60-80mila). Presente anche Alighiero Boetti con un lavoro della serie degli «aerei» del 1983 (80-120mila), realizzati a biro, in cui l’autore affida a soggetti terzi la parte esecutiva dell’opera con effetti imprevedibili che rendono unica la composizione.

Irriverenza e ironia sono fra gli ingredienti che connotano l’opera di Pino Pascali «Baco da setola» (1968), uno scovolo di setola acrilica su supporto metallico (140-160mila) proposto dallo Studio d’arte Martini di Brescia il 15 e 16 dicembre (asta a porte chiuse, con partecipazione scritta, online o telefonica). Nella stessa vendita è offerto anche «Mariana» (1991), un intenso ritratto su sfondo rosso di Alex Katz (60-70mila).

Da Cambi invece a Milano, il 18 dicembre, si fa notare una composizione firmata da Giuseppe Santomaso, «Verso Matera» (1960), di delicato e composto lirismo e dalla ricca storia espositiva (100-150mila). Fra i lotti di punta anche un lavoro di Alighiero Boetti facente parte del ciclo di opere a biro, «Non parto, non resto» (1979 ca), in cui l’enigma del titolo si risolve attraverso la lettura dell’immagine come una forma di scrittura che occupa lo spazio, a partire dalle lettere dell’alfabeto sulla sinistra, assecondando gli indizi delle virgole (100-150mila).

Infine Finarte, a Roma, sempre il 18 dicembre (dal vivo per un massimo di 8 persone): fra gli artisti della seconda metà del ’900 è messo in evidenza Achille Perilli, con «La profezia del suicidio», una tecnica mista su tela del 1961 (30-40mila), mentre fra le opere su carta colpisce il «Piccolo libro per Antonio» (1989) di Maria Lai, con ricamo su 26 carte stampate in xerotipia e cucite (10-15mila).

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