Casorati e Filomarino scenografi alla Scala

La copertina del volume «Mario Cito Filomarino alla Scala»
Luca Scarlini |

La preziosa, sfaccettata, ricognizione che dall’inizio degli anni Duemila porta avanti Vittoria Crespi Morbio negli archivi del Teatro alla Scala, aggiunge due altri tasselli di grande interesse. Il primo volume è dedicato a Felice Casorati, spesso coinvolto in imprese teatrali nella Torino di Gualino, che fu il suo mecenate e committente principe, al Maggio Musicale Fiorentino e nel teatro lirico milanese. Notevolissimo, tra gli altri, nella sua vasta opera di scenografo il lavoro per le dimenticate Baccanti di Giorgio Federico Ghedini (1948), come quello magnifico con Tebe dalle scale lordate di sangue, dopo che si è compiuto il sacrilegio, altrettanto efficace del magnifico dispositivo per Dido and Aeneas di Purcell realizzato al Maggio 1940. La monumentalità è quindi il filo che lega vari allestimenti, in repertori diversi, come L’amore dei tre di Italo Montemezzi (1948) e Fidelio (1949).

Ben
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata La copertina del volume «Felice Casorati alla Scala»
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