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Barbara Antonetto
Leggi i suoi articoliBruxelles. Agli ormai numerosi e straordinari risultati dell’incontro di arte e tecnologia si è andato ad aggiungere il Brueghel/Unseen masterpiece/project che consentirà di apprezzare ogni minimo dettaglio delle opere di Pieter Brueghel il Vecchio, anche quelli non visibili a occhio nudo, e di comprenderli guidati dal sapere degli studiosi.
Avviato con il Google Cultural Institute dai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles, che conserva il secondo più nutrito corpo di opere dell’artista dopo quello del Kunsthistorisches Museum di Vienna, il progetto costituisce la premessa dell’apertura al pubblico della Maison Brueghel nel 2019. In occasione del 450 anniversario della morte, in un edificio storico al 132 di rue Haute in cui si presume abbia vissuto l’artista durante il suo soggiorno a Bruxelles, verrà infatti inaugurato un museo multimediale che calerà i visitatori nel mondo creato dalla fantasia di Brueghel attraverso riproduzioni digitali in altissima definizione delle sue opere. Al progetto collaborano il Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam, gli Staatliche Museen di Berlino, lo Szépmüvészeti Múzeum di Budapest, lo Statens Museum of Kunst di Copenaghen, la Royal Collection di Londra, la Frick Collection e il Metropolitan Museum of Art di New York.
Dallo scorso 15 marzo è possibile un assaggio di questa esperienza entrando nella Brueghel Box allestita dai Musées Royaux: una stanza sulle cui pareti sono proiettati video tratti dalla riproduzione fotografica della «Caduta degli angeli ribelli». L’opera era stata preventivamente oggetto di un accurato studio iconografico da parte di Tine Luk Meganck che ha individuato le fonti dell’artista negli oggetti più disparati: naturalia e artificialia da Wunderkammer, strumenti scientifici, animali rari ecc. Lo studio è stato pubblicato con il titolo Pieter Bruegel the Elder. Fall of the Rebel Angels. Art, Knowledge and Politics on the Eve of the Dutch Revolt (Silvana Editoriale, 2014, 28 euro).
Pieter Brueghel il Vecchio, «La caduta degli angeli ribelli», Google Cultural Institute
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