Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliPisa. Procede il restauro delle sedici vetrate artistiche realizzate tra il 1841 al 1865 nel Battistero di Pisa. Come si è appurato, però, quattro non sono più recuperabili. Da qui l’iniziativa dell’Opera della Primaziale Pisana di bandire un concorso internazionale per artisti per la realizzazione di quattro vetrate il cui bando completo è ora scaricabile online per i prossimi 60 giorni (dal 9 settembre scorso). Ricordiamo che gli interventi di restauro sono condotti dal Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale» di Torino e sotto la direzione dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro di Roma: per ora sono state compiute le due vetrate del primo ordine del quadrante sud-est, con l’effigie di santa Reparata e san Vittore (già ricollocate in Battistero) realizzate nella seconda metà dell'Ottocento da Guglielmo Botti (Pisa 1829-1906), allievo di Tommaso Gazzarrini e Giuseppe Bezzuoli. La fama di Botti come pittore su vetro è legata alla sperimentazione, nel 1853, di una tecnica di pittura a fuoco che egli riteneva la stessa adottata dai maestri tardogotici.
Il restauro dei monumenti della piazza indetto dall’Opera della Primaziale Pisana alla metà del XIX secolo fu essenziale per la nascita di una scuola di pittori-vetraisti, che acquisterà poi fama e prestigio tanto da essere attiva non solo nel Granducato di Toscana ma in altre parti del Regno d’Italia. All’inizio a Pisa erano state infatti chiamate maestranze di Stati estranei al Granducato, da Milano e dalla Francia, ma questo risvegliò l’orgoglio di artisti toscani formati all’Accademia, specie in un momento di valorizzazione dei primitivi e di rinato interesse per la tradizione delle botteghe artigiane.
Il Battistero di Pisa
La vetrata raffigurante santa Reparata è già tornata al suo posto nel Battistero, dopo l'intervento di restauro
Laura Lombardi
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
«Siamo consci del fatto che si tratti di una mostra dal taglio diverso, complesso, perché qui non c’è un preciso contesto cronologico, monografico e neppure geografico, ma sappiamo anche che sarà molto spettacolare e visivamente potentissima» spiega Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi
Nelle sedi di Galleria Continua i nomi affermati della storia dell'arte e i contempranei internazionali per una imbattibile varietà espressiva: dalla mostra collettiva «La Coda» a un dialogo tra Hank Willis Thomas e Man Ray, e la prima personale italiana di Laura Carralero
Sergio Risaliti racconta la mostra che il Museo Novecento dedica al pittore rumeno: un confronto con la tradizione che rifugge il citazionismo e trasforma la pittura in un’esperienza enigmatica
Si tratta di un’«Annunciazione» che l’artista dipinse poco prima di prendere le redini della bottega del padre, Bicci di Lorenzo, e che ora è stata restaurata dall’Associazione Friends of Florence



