Babbo Natale secondo Picasso

Una carta dell’artista spagnolo fra i lotti di punta dell’incanto di arte moderna e contemporanea di Finarte del 29 settembre, a Milano, insieme con tele di Carrà, Guttuso e de Chirico.

«Natura morta» (1962) di Renato Guttuso, stima 30-40mila euro © Finarte Auctions S.r.l
Carlotta de Volpi |

La stagione autunnale di Finarte inaugura con un viaggio attraverso i movimenti artistici del Novecento, dall’Astrattismo italiano alla Pop Art. L’asta di arte moderna e contemporanea del 29 settembre propone a Milano circa 300 lotti, da dipinti e disegni figurativi di inizio Novecento a una selezione di opere contemporanee di artisti italiani e internazionali.

Si distinguono «Vela a Venezia», olio su tela di Carlo Carrà del 1941 raffigurante un luminoso e solitario scorcio della città lagunare (stima 40-60mila euro) e una «Natura morta» del 1962 di Renato Guttuso, resa con colori brillanti e segni incisivi (30-40mila). Da segnalare «Cavaliere verso il Castello», dipinto tra il 1948 e il 1950, nel pieno del cosiddetto periodo barocco di Giorgio de Chirico; la figura del cavaliere errante in cerca di avventure è emblematica della condizione dell’artista che, con passione e curiosità, si approccia alla pittura (50-60mila).

Il catalogo include «Oggetto e figura» del 1948 e «Battelli Attaccati» del 1951, due lavori di ispirazione cubista dello scultore e pittore Mattia Moreni provenienti da un’importante collezione di Ravenna, corredate da un corposo apparato bibliografico (rispettivamente 10-15mila e 8-12mila).

È presente inoltre Pablo Picasso con «Homme au béret (Père Noël)», un pastello su carta del 1960 che venne battuto in asta proprio da Finarte, a Milano, nel novembre del 1976. A distanza di quasi cinquant’anni viene proposto nuovamente in vendita con una stima di 40-60mila euro. Degno di nota un «Senza titolo» (1957-60) del surrealista cileno Roberto Sebastian Matta, in cui alcune figure tra il primitivo e il fantascientifico si muovono energicamente fondendosi con lo spazio circostante (50-80mila).

Vengono presentate poi opere di autori che in questo momento stanno riscuotendo un crescente interesse da parte del mercato, come il venezuelano Carlos Cruz-Diez, qui presente con «Physicromie n. 2305», serigrafia su alluminio con inserti in plastica realizzata nel 1992, in cui linee di colori contrastanti danno l’impressione di movimento (40-60mila); l’astrattista Carla Accardi con «Verde giallo argento» (2001), in cui segni pittorici animano la superficie della tela (25-35mila); il newyorkese Tom Wesselmann con la composizione pop del 1971 «Study for Bedroom Painting #30 (From Daniele)» (28-35mila).

E ancora, di Maria Lai è offerto un «Libro quaderno» ricamato con filo nero (20-30mila) e di Joseph Kosuth «Frammenti di Rossini (Ospiti e Stranieri) # 6», spartito e scritta luminosa al neon del 1999 (25-30mila).

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