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Leggi i suoi articoli«Adesso c'è da traversare il deserto, ma, quando sarà finita la crisi pandemica, la cultura conoscerà un nuovo Rinascimento. Assisteremo a una ripresa dei consumi, come è già avvenuto con l’aumento della vendita dei libri». Così il 17 marzo il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha aperto l’audizione sulle linee programmatiche alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, in cui ha illustrato i contenuti delle azioni che caratterizzeranno la guida del dicastero fino al termine della legislatura.
Tra queste figura il varo del Codice dello spettacolo, con l’introduzione delle tutele necessarie per tutti i lavoratori del settore che finora non avevano goduto di alcuna previdenza sociale. Di rilievo anche l’approvazione della Legge per il libro, con l’introduzione di una normativa a sostegno dell’editoria sul modello di quella esistente per il cinema.
Un forte accento è stato messo sull’emergenza riguardante le risorse umane: a fronte di un ammanco di 6.700 unità di personale su un totale di 18.000 e di un’età media molto avanzata del personale in servizio, verrà messa in campo una strategia assunzionale basata sul ricorso ai corsi-concorso e a bandi specifici e dedicati.
Importante, poi, anche investire sul presente: se l’Italia è da sempre un’eccellenza nella tutela del patrimonio culturale, occorre invece potenziare il settore delle industrie culturali e creative. Arte contemporanea, fotografia, architettura, digitale sono settori su cui investire. Per questo tra le priorità vi è la digitalizzazione del patrimonio, un compito vastissimo affidato alla nuova Digital Library.
Tra le misure anche la Legge per il libro, con una normativa a sostegno dell'editoria
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