Arte di strada: lo strappo sugli strappi

L’opera di Blu staccata alle ex officine Casaralta di Bologna
Stefano Luppi |

Bologna. Dopo le polemiche relative ad alcuni «strappi» effettuati per l’occasione arriva presso Palazzo Pepoli-Museo della storia di Bologna di Genus Bononiae la rassegna «Street Art - Banksy & Co. L’arte allo stato urbano» (catalogo Bononia University Press). L’appuntamento, previsto dal 18 marzo al 26 giugno, curato da Luca Ciancabilla, Christian Omodeo e Sean Corcoran, riunisce 250 opere di Banksy, Cuoghi Corsello, Blu, Dado, Rusty, Dondi White, Keith Haring, Lady Pink e numerosi altri tra i principali autori del genere che fanno il punto sul mondo del graffitismo, fenomeno urbano artistico nato ormai cinquant’anni fa. Sul finire degli anni Sessanta, infatti, prendono piede contemporaneamente in varie città occidentali alcune pratiche artistiche urbane che ridefiniscono la nozione di arte nello spazio pubblico: l’etichetta che la critica assegna a questo linguaggio, in genere legato alla
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