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Mostre

Arcadia e Apocalisse a Palazzo Pretorio

Una riflessione sul paesaggio, lavagna su cui si scrivono gli eventi storici e le grandi trasformazioni sociali

«Ecologia visiva» (2013) di GAME (Gabriele Meschi) (particolare)

Pontedera (Pi). La riflessione sul paesaggio, così centrale nel dibattito odierno sull’ambiente, è il tema della mostra che si tiene al PALP, Palazzo Pretorio di Pontedera, sino al 26 aprile, ideata e curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci. Il titolo «Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni» rimanda al dualismo che segna in modo netto la sensibilità degli artisti, in un arco temporale di forti mutamenti.

Il paesaggio è infatti, per così dire, la lavagna su cui si scrivono gli eventi storici e le grandi trasformazioni sociali: dalla campagna toscana dei macchiaioli negli anni dell’Unità d’Italia, a quella delle paludi dell’agro pontino di Sartorio, poi bonificate, con la fondazione di città nuove razionaliste (Cambellotti); il paesaggio è trasfigurato nella luce della pennellata divisionista (Morbelli, Vittore Grubicy de Dragon), ma anche nell’idealismo cosmico di certe sperimentazioni futuriste.

Rifugio esistenziale (Rosai, Morandi), o luogo di denuncia di problemi sociali irrisolti (Viani), o invece strumento per promuovere un ruralismo di virtù e incorrotti sentimenti (Soffici), il paesaggio è anche quello devastato dalle demolizioni dei grandi piani urbanistici (Mafai o Afro Basaldella), così affine alle fotografie di Mimmo Jodice dei bombardamenti; distruzioni belliche rese in chiave più metaforica da Levi o Pirandello.

E se negli anni ’60 il paesaggio è esperienza profondamente individuale (Tancredi, Turcato), riprende vigore nelle ricerche di Schifano o Patella e nello sguardo di fotografi quali Ghirri e Guido Guidi. La riflessione sul paesaggio italiano prosegue quale racconto aperto, affidato spesso a video o a installazioni, come quelle dei progetti di Pistoletto, esprimendo una capacità di resilienza, ben colta dagli scatti di Giacomelli o di Basilico.

Infine i curatori ci ricordano gli «arcadici» dialoghi tra arte e paesaggio proposti dai parchi di arte ambientale, documentati dalle foto di Aurelio Amendola. La mostra è promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera e dalla Fondazione Pisa, con il contributo della Regione Toscana.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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