Alla cena di Natale si scommette sulla valuta nazionale

A Londra, all’inizio di dicembre (rispettivamente il 7 e l’8), Christie’s e Sotheby’s celebrano le loro più importanti aste del periodo nel settore degli Old Masters con grandi nomi e qualche capolavoro

«Salisbury Cathedral from the Bishop’s Grounds» (1823) di John Constable © Christie's
Simone Facchinetti |

A Londra, all’inizio di dicembre (rispettivamente il 7 e l’8), Christie’s e Sotheby’s celebrano le loro più importanti aste del periodo nel settore degli Old Masters (Evening Sale).

Christie’s mette in vendita 48 lotti, Sotheby’s 36: già dal numero si intuisce che la merce inizia a scarseggiare, anche se non mancano i capolavori. Christie’s punta su un abbozzo di paesaggio di John Constable («Salisbury Cathedral from the Bishop’s Grounds»), stimato 2-3 milioni di sterline. Difficile che resti invenduto, sia perché Constable è oramai un eroe nazionale sia perché lo sketch è condotto con una libertà di esecuzione molto in linea coi gusti correnti. Per il resto c’è un po’ di tutto e per tutti i gusti.

È come se avessero selezionato, a tavolino, i migliori ingredienti per una magnifica cena di Natale: qualche raro primitivo; un bel po’ di Rinascimento italiano, spagnolo, fiammingo e tedesco; le quote rosa (Lavinia Fontana con il «Ritratto di Bianca Lucia Aliprandi» a 100-150mila e Fede Galizia con una natura morta a 250-350mila); una punta caravaggesca (Valentin de Boulogne con «Il sogno di san Giuseppe» a 1,2-1,8 milioni); qualche pittore inglese dell’epoca d’oro (Zoffany con «La famiglia Nugent» a 800mila-1,2 milioni e Gainsborough). Tra i lotti che non passeranno inosservati segnalo i numeri 26 e 35, una tavola di Lorenzo Lotto raffigurante l’«Ecce homo» (400-600mila) e una notevole «Sacra famiglia» di Giulio Cesare Procaccini scoperta pochissimi anni fa (200-300mila).

Anche Sotheby’s scommette sulla «valuta» nazionale, in particolare su un grande paesaggio di John Constable recentemente riscoperto: «The Glebe Farm» (3-5 milioni). Anche questo è uno studio preliminare (l’opera finale è alla Tate), più rifinito e materico di quello proposto da Christie’s. Vedremo come andrà a finire. Sarà interessante confrontare i risultati e capire come sta girando il vento: meglio una pittura liquida e «soffiata» o una densa e lavorata? Sotheby’s punta sui nomi più che su bellezza e rarità degli oggetti: Cranach («Gesù Bambino adorato da san Giovannino», 550-700mila), Brueghel, il vecchio e il giovane, Vouet («Sant’Agnese», 300-500mila) Ribera, Rubens («Il ratto di Ganimede», 300-400mila), Van Dyck (i ritratti di Jacob de Witte and Maria Nutius, 4-6 milioni), Ruysdael, Boucher e Goya. Tutti autori di grido, presenti con opere che hanno solo un filo di voce.

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