Alla Casa di Goethe anche altri Capricci

La capacità di fascinazione delle immagini di Piranesi, dai suoi giorni fino ai nostri

Guglielmo Gigliotti |  | ROMA

Il terzo centenario della nascita di Giambattista Piranesi (1720-78) coinvolge anche il Museo Casa di Goethe, possedendo l’istituzione tedesca 40 stampe del genio dell’incisione settecentesca. Di qui la mostra «Giambattista Piranesi oggi. Vedute e capricci di G.B. Piranesi, Gabriele Basilico, Sebastian Felix Ernst, Flaminia Lizzani, Elisa Montessori, Gloria Pastore, Max Renkel e Judith Schalansky», aperta dal 16 ottobre al 17 gennaio, per la cura di Maria Gazzetti. Per l’occasione, l’Istituto centrale per la grafica (che dedica nello stesso periodo una mostra storica a Piranesi) ha prestato una matrice dell’artista.

Al centro della mostra è l’inesauribile capacità di fascinazione delle immagini piranesiane, dai suoi giorni fino ai nostri. Assolutamente moderna era infatti nell’incisore la capacità di relazionare metodo scientifico di indagine del reperto o del monumento antico e inventiva fantasmagorica. Ne sanno qualcosa Gabriele Basilico (in mostra una testimonianza del suo progetto «Piranesi Roma Basilico» del 2010), Elisa Montessori, Gloria Pastore, ma anche l’architetto Sebastian Felix Ernst che ha realizzato, con l’ausilio di suoi studenti, 21 tavole con vedute urbane romane realizzate con spirito piranesiano.

Della scrittrice berlinese Judith Schalansky saranno presentate le parti del suo Villa Sacchetti in cui è esplorato l’estro piranesiano, perché l’artista è stato amato molto anche dagli scrittori, a principiare dallo stesso Goethe, che da lui si sentì «predisposto al concetto colossale».

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