Al Capc un cielo di rifiuti

Installazione site specific di Samara Scott, giovane artista londinese

La gigantesca e cangiante composizione «pittorica» di Samara Scott, di circa mille metri quadrati (nella foto in un allestimento a Glasgow). Foto: Keith Hunter
Luana De Micco |  | BORDEAUX

La prima importante installazione site specific in Francia di Samara Scott è presentata al Capc-Musée d’art contemporain de Bordeaux. Il progetto, dal titolo «The Doldrums», è allestito dal 18 settembre al 3 gennaio.

La giovane artista londinese, nata nel 1985, formatasi al Royal College of Art, ricicla i prodotti e gli scarti dell’odierna società dell’ultraconsumismo, componendo le sue opere a partire sempre da sostanze varie, plastiche, tessili o organiche. Non è raro ritrovarvi tanto smalti per unghie quanto foglie di insalata, spugne, dentifricio, carta da forno o cera di candele.

Per il Capc la Scott ha realizzato un immenso «tetto vivente»: si tratta di una sorta di membrana traslucida realizzata a partire da materiali chimici e organici, che formano una gigantesca e cangiante composizione «pittorica», di circa mille metri quadrati. La membrana è stata tesa a mezza altezza all’interno del monumentale salone del museo «La Nef». I visitatori sono dunque invitati a camminare sotto questo «cielo iridescente», che sembra sospeso nell’aria.

Ma oltre a essere vista dal basso, l’installazione può anche essere scoperta dall’alto, salendo sul mezzanino. A questo punto la visione è tutt’altra: il visitatore scopre infatti per così dire il risvolto della medaglia, poiché da su si vedono i rifiuti che l’artista ha utilizzato per realizzare la sua opera. «Niente sembra più a questo punto distinguere il sublime dal sordido», ha sottolineato Alice Motard, curatrice della mostra.

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