Addio ad Antonio Paolucci

Lo storico dell’arte è scomparso a Firenze a 84 anni. Era stato ministro dei Beni culturali nel Governo tecnico di Lamberto Dini

Antonio Paolucci
Redazione |  | Firenze

È morto la sera del 4 febbraio a Firenze, all’età di 84 anni, Antonio Paolucci. Lo storico dell’arte, già soprintendente del Polo museale di Firenze, ministro per i Beni culturali dal 1995 al 1996 (Governo Dini) e direttore dei Musei Vaticani, era nato a Rimini il 29 settembre 1939. Allievo di Roberto Longhi, si era laureato in Storia dell’Arte nel 1964.  

Era entrato nell’Amministrazione dei Beni culturali nel 1969: prestò servizio a Venezia, a Verona, a Mantova e a Firenze. Nel 1980 fu nominato Soprintendente reggente presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Veneto (sedi di Venezia e Verona), incarico che svolse fino al dicembre 1982, meritando l’encomio ufficiale dell’allora direttore generale Triches. In seguito vinse il concorso per primo dirigente e nel 1984 fu nominato Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Mantova, Brescia e Cremona.

L’incarico di Soprintendente a Mantova durò dal novembre 1984 all’ottobre 1986. In seguito (dall’ottobre 86 al marzo 1988) tenne la Soprintendenza dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze per approdare, ad aprile 1988, all’incarico di Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Firenze, Pistoia e Prato. Dal gennaio del 1995 al maggio del 1996 ricoprì la carica di Ministro per i Beni culturali nel Governo tecnico di Lamberto Dini. Dopo il sisma in Umbria nel 1997 fu nominato Commissario straordinario per la ricostruzione della Basilica di San Francesco in Assisi.

Le sue competenze tecniche riguardavano specificamente la gestione dei musei e la tutela del patrimonio storico artistico e quelli del restauro. Dal gennaio 2002 fu Soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino. Dal 5 agosto 2004 è stato direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana. Era Accademico dei Lincei; fu insignito del titolo di Cavaliere della Gran Croce e della Legion d’Onore. Redattore delle riviste «Paragone» e «Bollettino d’arte», ha ricoperto nel corso degli anni incarichi di insegnamento all’Università di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, Istituto di Storia dell’Arte e all’Università di Siena. Nel 1997 è stato nominato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. È stato Consigliere centrale della Società Dante Alighieri dal 2004 al 2016. Ha collaborato in diverse occasioni con «Il Giornale dell’Arte».

Autore di numerose pubblicazioni e monografie su artisti del Rinascimento (Piero della Francesca, Signorelli, Michelangelo, Antoniazzo Romano e altri), oltre che sul restauro, sul catalogo e sulla tutela, è stato curatore di alcune importanti mostre sul Rinascimento in Italia (ad esempio, quella di Forlì su Marco Palmezzano) e all’estero, come, nel 2001, la mostra sulle corti italiane del Rinascimento, con sede a Tokyo e a Roma.

«Con la scomparsa di Antonio Paolucci, l'Italia perde un uomo di cultura appassionato e rigoroso, un instancabile studioso che ha dedicato la sua vita alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Alla famiglia e ai suoi cari le più sentite condoglianze». Lo ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Notizia in aggiornamento.

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