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Mostre

Abc Bacon al Centre Pompidou

Le letture dell’artista irlandese, da Eschilo a Conrad, ispirano la monografica parigina

A sinistra, la parte sinistra di un trittico del 1986-87. © The Estate of Francis Bacon / All rights reserved / Adagp, Paris and Dacs, London 2019. © The Estate of Francis Bacon. All rights reserved. Dacs Artimage 2019. Photo Prudence Cuming Associates Ltd; a destra, «Study for Portrait (Michel Leiris)» (1978) di Francis Bacon. © The Estate of Francis Bacon /All rights reserved / Adagp, Parigi e Dacs, Londra 2019. © Centre Pompidou, Mnam-Cci/Bertrand Prévost/ Dist. Rmn-Gpr

Parigi. È una delle mostre più attese della stagione autunnale parigina: la monografica «Bacon. En toutes lettres», che si tiene dall’11 settembre al 20 gennaio al Musée national d’art moderne del Centre Pompidou. L’ultima grande mostra su Francis Bacon nella capitale francese risale a una ventina di anni fa, il 1996, ed era stata organizzata sempre dal Centre Pompidou.

Sono riunite ora 60 opere che coprono il periodo dal 1971 al 1992 e tra queste 12 trittici in arrivo da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Il tema su cui ha lavorato Didier Ottinger, curatore e vicedirettore del museo, è: Bacon e la letteratura, ovvero gli autori e gli scritti che hanno ispirato in modo diretto il grande artista di Dublino, dal drammaturgo greco Eschilo, che influenzò la realizzazione del trittico rimasto incompiuto «Tre studi di figure ai piedi di un crocifisso» del 1944, prima opera in assoluto dell’artista, allo scrittore francese Georges Bataille. Autori che, scrive il museo, costituiscono la «famiglia spirituale nella quale il pittore si è riconosciuto».

Dalla biblioteca di Bacon, più di mille volumi di cui il Trinity College di Dublino ha realizzato l’inventario, il curatore ha scelto sei i passaggi di altrettanti volumi che accompagnano il visitatore sala dopo sala, letti da noti attori francesi.

Un brano per esempio è tratto da Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, del 1899. Un altro da La visione del mondo dionisiaca di Nietzsche, del 1870. C’è anche la poesia di T.S. Eliot «La sepoltura dei morti», da La terra desolata, del 1922.

Ottinger ha scelto si soffermarsi sugli anni 1971-92, gli ultimi 20 di vita e della carriera dell’artista, periodo in cui, è spiegato, la pittura di Bacon «è stilisticamente caratterizzata dalla sua semplificazione e intensificazione».

Il 1971 è una data chiave e tragica con, da una parte, la mostra parigina di ottobre al Grand Palais, tappa importante per la carriera internazionale dell’artista, e dall’altra la morte del compagno, George Dyer, suicidatosi nell’albergo di Parigi a qualche giorno dall’inaugurazione della mostra. Ne erano nati i tre trittici «neri», «In memory of George Dyer», «Triptych-August 1972» e «Triptych, May-June 1973»), tutti e tre esposti al Centre Pompidou. Il 28 aprile 1992, a 82 anni, l’artista irlandese scompare a Madrid.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019


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